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A.N.P.I Sez. "G. Perotti – A. Appendino" Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia (Torino)

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Appello dell’ANPI per l’8 dicembre: “Ogni tempo ha il suo fascismo”

Posted by anpinizzalingotto su 2 dicembre 2015

Il comitato di Sezione sottoscrive ed aderisce all’appello “Ogni tempo ha il suo fascismo” promosso dalle Sezioni ANPI della Val di Susa.

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8 DICEMBRE 1943 – 2005 – 2015
Ogni tempo ha il suo fascismo:
il Giuramento della Garda è sempre valido

“… in Val Susa sono stati violati i diritti fondamentali dei cittadini all’informazione e alla partecipazione, sono state disattese numerose convenzioni internazionali, c’è stata un’impropria criminalizzazione del movimento di opposizione e una inammissibile militarizzazione del territorio.”

[Tribunale Permanente dei Popoli, 2015]

8 dicembre 1943: l’inverno delle prime bande partigiane braccate dai nazifascisti di Hitler e Mussolini è duro. Salvo piccoli gruppi di sciatori in alta valle e di sabotatori in bassa valle, le bande decidono di sciogliersi per riunirsi in primavera. Ma prima, i principali organizzatori della Resistenza partigiana in Val Susa si ritrovano alla Garda, presso la frazione Martinetti di San Giorio, dove prestano solenne giuramento di non cessare la lotta fino a quando
l’occupatore straniero nazista e i fascisti traditori non fossero stati sconfitti.

8 dicembre 2005: la popolazione valsusina in lotta si autoconvoca a Susa con il sostegno di decine di migliaia di persone per una grande, partecipata e compatta manifestazione in risposta al vigliacco pestaggio di Venaus di due notti prima, con il quale le forze dell’ordine avevano massacrato di botte tutti i presenti – ragazzi, donne, anziani – al presidio NO TAV di Venaus e addirittura ostacolato i primi soccorsi medici ai feriti. Quel giorno il presidio NO TAV è
stato riconquistato da chi ha scelto di lottare, aggirando i posto di blocco, percorrendo i sentieri di montagna che tanto aveva dato alla Resistenza: non si trattava di un prato, ma di dignità, diritti, sovranità e Costituzione, simbolo del fatto che quando il popolo lotta unito, nulla lo può fermare.

Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP), riunitosi tra Torino e Val Susa negli ultimi mesi su esposto del Controsservatorio ValSusa, ha recentemente condannato le modalità antidemocratiche con cui in Italia e in Europa viene portato avanti il sistema delle grandi opere: nella sentenza ha affermato che in Val Susa sono stati violati i diritti fondamentali dei cittadini all’informazione e alla partecipazione, sono state disattese numerose convenzioni internazionali, c’è stata un’impropria criminalizzazione del movimento di opposizione e una inammissibile militarizzazione del territorio.

Per il TPP le responsabilità di tali violazioni vanno ascritte ai promotori delle grandi opere e alle imprese coinvolte, ai Governi italiani degli ultimi due decenni e alle articolazioni dell’Unione europea che ne hanno accolto acriticamente le indicazioni, senza effettuare i controlli e gli accertamenti richiesti dal movimento di opposizione.

Il TPP ha inoltre invitato a: aprire consultazioni serie delle popolazioni interessate, e in particolare degli abitanti della Val di Susa, garantire loro la possibilità di esprimersi sulla pertinenza e la opportunità del progetto, far valere il diritto alla salute, all’ambiente e alla protezione dei contesti di vita dei cittadini, estendendo l’esame a tutte le soluzioni praticabili senza scartare l’opzione “zero”, sospendere la realizzazione dell’opera e soprattutto a
porre fine all’occupazione militare della zona.

Anche l’A.N.P.I. Provinciale di Torino, nel proprio documento congressuale di marzo 2011, ha affermato “che gli investimenti pubblici debbano essere realizzati con il reale coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in un confronto dialettico che percorra ed esamini tutte le possibili opzioni, nel rispetto dell’art. 41 della Costituzione che ricorda come la libera iniziativa privata non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo di recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Invitiamo tutti gli antifascisti a sostenere e partecipare alle manifestazioni che si svolgeranno in Val di Susa martedì 8 dicembre 2015, per una corretta trasmissione della memoria storica della Resistenza partigiana e l’attualità delle lotte popolari per la rivendicazione dei diritti, contro ogni revisionismo e contro ogni riduzione degli spazi di democrazia, per una società fondata sulla Libertà conquistata con il sangue dei Partigiani e sancita nella Costituzione.

8 DICEMBRE 2015

– h 9.30: Giuramento della Garda a San Giorio di Susa, commemorazione ufficiale con bandiere e canzoni partigiane

– h 10.30: RITROVO A SUSA PER MANIFESTAZIONE POPOLARE FINO A VENAUS,
spezzone antifascista con striscione “Partigiani e Antifascisti a fianco del Movimento NO TAV” con bandiere e foulard partigiani

 

“… ai nostri posti ci troverai, popolo serrato attorno
al Monumento che si chiama ORA E SEMPRE RESISTENZA!”
[Piero Calamandrei]

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Denunciamo l’ennesima intimidazione fascista

Posted by anpinizzalingotto su 19 novembre 2015

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Intendiamo denunciare l’aggressione e l’intimidazione subite da una compagna della nostra Associazione.
Nella giornata di Domenica, un energumeno, riconoscibile come un “naziskin”, viaggiava sullo stesso mezzo pubblico della nostra compagna la quale si stava recando verso il centro di Torino.
Raggiunta la propria fermata, la compagna è scesa dal mezzo e l’energumeno l’ha seguita fino ad una via isolata dove rincorrendola e spingendola contro un muro l’ha minacciata, millantando una prossima “resa dei conti” per cui tutti gli antifascisti avrebbero le “ore contate”.

Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza alla compagna e condanniamo l’infame gesto. Purtroppo questo non è un episodio isolato, sia per la nostra città che per il nostro quartiere, soprattutto dopo l’apertura di un covo fascista al Lingotto sostenuto da forze politiche che siedono in Consiglio Comunale.

Allo stesso tempo si diffidano quei partiti che responsabili delle attuali politiche di impoverimento, hanno portato il degrado nelle masse popolari, a portare una propria solidarietà pelosa ed improduttiva se non della loro visibilità elettorale. Se la violenza fascista rialza la testa ed offre il suo volto razzista e squadrista, ciò avviene per la totale inerzia delle forze che si dicono democratiche a parole ma realizzano politiche antipopolari, consentendo che gli antifascisti vengano repressi mentre nessuna azione viene posta in campo contro coloro che offendono la Costituzione ed il vivere democratico e civile.

Invitiamo tutta l’ANPI e i sinceri democratici a rinnovare la richiesta di chiusura di tutti i covi neofascisti.

Torino, 18 novembre 2015
Sezione ANPI “G. Perotti MAVM – A. Appendino”

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Buttando via la paura

Posted by anpinizzalingotto su 6 ottobre 2015

buttando4b_bannerLunedì 19 Ottobre ore 21

@ Circolo Dravelli

“Buttando via la paura”

Proiezione e dibattito

I facchini in lotta, il granello nell’ingranaggio che inceppa le multinazionali

Interventi di:

Si.Cobas

ANPI Grugliasco

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GENOVA 2001 Non è finita

Posted by anpinizzalingotto su 30 giugno 2015

A quasi 14 anni di distanza dai fatti, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per tortura per la mattanza messa in atto dalle forze dell’ordine alla scuola Diaz nella notte tra il 21 e il 22 luglio del 2001, durante il G8 di Genova.

Nel frat­tempo 2 compagn* sono in car­cere dal 2012 e ci rimar­ranno ancora per molto, un paio hanno ottenuto i per­messi lavo­ra­tivi, un altro paio risul­tano scom­parsi e gli altri 4 stanno scon­tando la pena con la con­di­zio­nale.

Un totale di 100 anni di condanne per 10 persone, grazie anche all’articolo 419 “deva­sta­zione e sac­cheggio” che da Genova in avanti verrà usato come clava per i pro­ce­di­menti penali contro i movimenti.

 

Mercoledì 8 Luglio ore 21

@ Circolo Dravelli

GENOVA 2001 Non è finita

Proiezione di “La Trappola” e dibattito con gli avvocati Enzo Pellegrin e Gianluca Vitale

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“La Trappola” ricostruisce l’uccisione di Carlo e le violenze efferate compiute sul suo corpo, partendo da tutto ciò che deve essere considerato causa e premessa dell’omicidio (decisioni politiche, comportamento irresponsabile e ingiustificato dei reparti delle forze dell’ordine e in particolare dei reparti speciali dei carabinieri, utilizzo della provocazione organizzata da gruppi assolutamente minoritari, i cosiddetti black bloc). E’ una completa documentazione che consiste di fotografie, filmati, registrazioni telefoniche, teche RAI, testimonianze rese durante le udienze dei processi che sono stati celebrati a Genova.

Per approfondire: http://www.10×100.it

Per dimostrare la propria solidarietà: http://buonacausa.org/genovag8?tab=0

 

 

 

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20140623 – In merito allo sgombero dell’occupazione abitativa di Corso Traiano 128

Posted by anpinizzalingotto su 24 giugno 2014

In merito allo sgombero dell’occupazione abitativa di Corso Traiano 128 a Torino, la Sezione ANPI “G. Perotti MAVM – A. Appendino” esprime vicinanza e solidarietà a tutte quelle famiglie ora nuovamente senza alloggio.

Data la gravissima crisi economica e sociale i cittadini si trovano a dover cercare soluzioni di ripiego per sopperire alla mancanza di un diritto basilare, com’è tale il diritto all’abitazione, in una situazione nella quale essi sono unicamente parte lesa.

La colpevole distanza delle istituzioni risolve la questione in un mero fatto di ordine pubblico, l’ottuso e continuo ricorso a colpi di mano repressivi non fa che acuire la situazione di precaria sopravvivenza in cui versano gli strati più deboli della società.

Si torna a chiedere quindi che vengano interrotte le procedure di sfratto, cercando di porre rimedio all’emergenza abitativa anche tramite la requisizione di strutture del demanio inutilizzate, quali caserme dismesse, o stabili vuoti.

Torino, 23 Giugno 2014

ANPI Sezione “G. Perotti MAVM – A. Appendino”
Nizza Lingotto di Torino

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20140127 – L’ANPI contro la violenza, l’autoritarismo e l’ingerenza strumentale dei partiti. Sempre a fianco di chi lotta per la Costituzione!

Posted by anpinizzalingotto su 27 gennaio 2014

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L’A.N.P.I. ha il dovere di schierarsi:

  • contro la violenza, ma ciò non significa confondere aggressori e aggrediti, e soprattutto non significa cadere nella trappola della solidarietà strumentale agli aggressori e alla loro corte;
  • contro la militarizzazione del territorio della Val Susa e i metodi autoritari, violenti e intimidatori impiegati dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine per reprimere il legittimo dissenso dei valsusini, mediante la sospensione della democrazia e dei diritti sanciti nella Costituzione;
  • contro le scelte e le posizioni autoritarie e violente di chi sostiene la repressione dei movimenti antifascisti in lotta per i diritti civili e sociali, definendoli “eversivi” e “terroristi”, per proseguire a garantire privilegi e profitti ai potenti. Ci opporremo sempre a tutti coloro che – spesso appartenenti al PD – vorrebbero trasformare l’A.N.P.I. in una costola del loro partito, strumentalizzando l’A.N.P.I. per poter legittimare davanti all’opinione pubblica le scelte autoritarie e incostituzionali del proprio partito.

Non tollereremo più alcuna ingerenza da parte delle forze politiche nei confronti dell’A.N.P.I., men che meno da chi si ostina a definirsi antifascista contraddicendosi sia nelle scelte politiche del proprio partito e sia nel rapporto autoritario e strumentale attuato all’interno della nostra Associazione. Noi dell’A.N.P.I. rinnoviamo l’impegno antifascista e ci schieriamo pubblicamente al fianco di tutti coloro che oggi, al netto di impropri parallelismi e assurdi richiami al terrorismo, lottano con lo spirito della Guerra di Liberazione per la concreta realizzazione di una società altra e possibile.

Direttivo Sezione A.N.P.I. “G. Peirolo – F. Ferrario” Bussoleno – Foresto – Chianocco (TO) Comitato di Sezione A.N.P.I. “G. Perotti MAVM – A. Appendino” di Torino, Nizza Lingotto (TO) Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco (TO)

L’ANPI contro la violenza, l’autoritarismo e l’ingerenza strumentale dei partiti

Sempre a fianco di chi lotta per la Costituzione

Compagne e compagni,

È ormai evidente che l’A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Ente Morale dal 1945, deve resistere non solo dagli attacchi esterni dei suoi nemici storici, ma anche dagli attacchi interni della sua componente conservatrice e governativa. Il rischio consiste nel diventare sempre più ostaggio – cioè strumento – nelle mani di coloro, spesso appartenenti al PD, che vorrebbero criminalizzare e spazzare via chiunque non la pensi come loro, una provocazione inaccettabile, di natura politica-repressiva, che ripropone il modus operandi della dolorosa esperienza storica cui ha posto fine la Resistenza delle donne e degli uomini che nel 1943-1945 scelsero di unirsi ed organizzarsi per lottare e costruire un futuro migliore.

Vogliamo essere chiari e diretti: se alcune forze politiche o loro componenti hanno intenzione di “militarizzare” l’ANPI con i propri soldati della politica, così come altri soldati hanno militarizzato la Val di Susa, sappiano che ci opporremo sempre a tutti coloro che vorrebbero trasformare l’ANPI in una costola della loro forza politica di riferimento, magari strumentalizzando l’ANPI per poter legittimare davanti all’opinione pubblica le scelte autoritarie e incostituzionali del proprio partito.

La misura è ormai colma.

Noi non tollereremo più alcuna ingerenza e alcuna strumentalizzazione, da parte delle forze politiche e a qualunque livello, nei confronti della nostra Associazione, men che meno da chi si ostina a definirsi antifascista contraddicendosi sia nelle scelte politiche del proprio gruppo e sia nel rapporto autoritario e strumentale attuato all’interno della nostra Associazione: per questo motivo muoveremo una battaglia culturale in ogni sede e in ogni contesto contro le scelte e le posizioni di chi sostiene la repressione dei movimenti antifascisti in lotta per i diritti civili e sociali, definendoli “eversivi” e “terroristi”, per proseguire a garantire privilegi e profitti ai potenti.

Il Movimento NO TAV non è né terrorista, né eversivo, queste sono le stesse accuse che hanno subìto alcune compagne e compagni della Sezione ANPI di Bussoleno nell’estate del 2013, un accanimento giudiziario e poliziesco che accusandoli di “eversione” e “terrorismo” ha dato mandato alle forze dell’ordine di sequestrare i loro indumenti con i simboli antifascisti dell’ANPI, inclusi i foulard rossi della 42° Brigata d’Assalto Garibaldi “Walter Fontan”.

Adesso basta! L’ANPI non cadrà nella trappola della “strategia della tensione”, progettata e costruita dai poteri forti, per distruggere ogni alternativa al loro dominio e ogni ostacolo al loro desiderio di profitto.

Possiamo essere ignorati, derisi, controllati, spiati, repressi, emarginati, arrestati, ma i simboli di vita, libertà, giustizia, fratellanza, pace e dignità che portiamo tanto sui foulard dell’ANPI e nella militanza quotidiana – anche nel Movimento NO TAV – non possono essere cancellati: perché i simboli della Resistenza antifascista rappresentano un’idea universale che combina memoria del passato, guida del presente e progetto di futuro.

Questa è la sintesi della nostra Costituzione: uniti nella diversità, verso obiettivi comuni e sulla base di valori imprescindibili.

I mandanti di tale attacco alla libertà personale e associativa stanno tentando di recidere le radici storiche del ribellismo di una vallata che si è sempre opposta ai tanti, troppi colpi del potere costituito contro il suo ecosistema sociale e naturale; una vallata che sa ribellarsi praticando la democrazia diretta, la partecipazione popolare e la lotta nonviolenta; una vallata che si ribella senza contrapporsi alle istituzioni in quanto tali ma includendole nella sua lotta.

Coloro che hanno deciso, eseguito e giustificato questa aggressione hanno voluto colpire un punto di riferimento importante per il territorio e la popolazione, un gruppo di persone che lavora per tramandare e rafforzare il legame ideale e materiale che la Val Susa ha con il proprio passato, uomini e donne che insieme e per gli altri hanno scelto di unirsi, organizzarsi e lottare perché credono che solo ricordando e perpetuando questo legame è possibile costruire un futuro migliore.

Ci ricordiamo di coloro che definivano “ribelli” e “terroristi” i Partigiani e le Partigiane: erano quegli stessi che riempivano le prigioni, le sale di tortura, i campi di concentramento e i forni crematori con gli oppositori politici e le persone ritenute di razza inferiore, cioè chi in quanto diverso era considerato pericoloso e perciò perseguitato per quello che faceva, quello che pensava e quello che era: un nemico, dunque qualcuno da combattere ed eliminare, cancellandolo dalla storia.

Non appartengono al Movimento NO TAV presunti pedinamenti di giornalisti dal dubbio valore civile e morale, o bottiglie con sostanze infiammabili sui pianerottoli di parlamentari che stanno portando la Repubblica alla deriva (economica, civile, morale, istituzionale). È consuetudine ormai addossare ai militanti NO TAV colpe non loro, piuttosto che indagare a fondo sui singoli episodi, riguardanti addirittura persone che tra l’altro, da quanto loro riportato, vivono sotto scorta. Esiste poi una stampa alle dipendenze dei poteri forti che getta continuamente discredito e pratica disinformazione su tutto ciò che riguarda il Movimento NO TAV. Non è forse un caso che l’informazione italiana non sia fra le prime 50 del mondo.

Di certo non si preoccupino i compagni e le compagne della Presidenza del Comitato ANPI Provinciale di Torino: se e quando vedremo terrorismo e atti di terrorismo, li denunceremo così come già facciamo da anni contro la macchina militare, diffamatoria e inquisitoria che si muove contro la Valle di Susa e i suoi abitanti.

Chi sta promuovendo l’attacco agli antifascisti che nell’ANPI non si piegano alle ingerenze del PD? Violento è chi pratica violenza quotidiana servendosi delle istituzioni per fini personali, usando il potere derivante da responsabilità pubbliche, elettive e temporanee per il raggiungimento di interessi privati. I violenti sono coloro che usano la violenza – diretta e indiretta, individuale e strutturata – come sistema di relazioni sociali e politiche, calpestando i diritti di tutti.

I violenti sono gli stessi che, con ruoli istituzionali e a vari livelli, hanno attaccato la Sezione ANPI Nizza Lingotto della IX Circoscrizione di Torino, approvando un vergognoso ordine del giorno di matrice revisionista, reazionaria e antipartigiana; che hanno voluto e conducono la militarizzazione della Val di Susa; che comandano le forze dell’ordine autorizzandole ad aprire il fuoco sui migranti che scappano dalla guerra e dalla povertà; che approvano leggi contrarie alla Costituzione, come ad esempio quelle che hanno consentito la guerra in Afghanistan, in Iraq, in Libia; che decidono i finanziamenti pubblici per le scuole non statali, demolendo il diritto allo studio attraverso la cancellazione progressiva di borse di studio, posti letto per studenti fuori sede, reprimendo i movimenti studenteschi; che compiono la demolizione dei diritti civili e dei lavoratori, che genera precarietà e suscita insicurezza (come l’articolo 18 della Legge 300/70); che continuano la devastazione del paesaggio e la cementificazione, che causano frequenti e disastrose catastrofi ambientali; che pianificano la sistematica subordinazione dei servizi pubblici locali alle logiche del mercato (privatizzazioni, a partire dall’acqua, in aperta violazione della sovranità popolare dei referendum del 12 e 13 giugno 2011); che concedono il riconoscimento da parte della Repubblica ai nazifascisti uccisi sul confine orientale durante la Guerra di Liberazione 1943-1945, definendoli “vittime” e “martiri” con la Legge 92/04; che operano lo stravolgimento dell’articolo 81 della Costituzione, introducendovi l’obbligo del pareggio di bilancio, senza neppure sottoporlo al giudizio sovrano del popolo tramite referendum; che creano i CPT/CIE per immigrati, moderne forme di campi di concentramento dove si viene rinchiusi a causa di ciò che si è anziché per le proprie azioni; che reprimono e criminalizzano ogni lotta sociale e ogni movimento spontaneo di rivendicazione dei diritti e della dignità umana, come i comitati per l’emergenza sfratti e il diritto all’abitare; che impoveriscono la cultura e la formazione dei cittadini, strumento di pace, in favore delle spese militari e dei mezzi di guerra; che svuotano le istituzioni repubblicane del loro ruolo e delle loro funzioni di presidio costituzionale in favore degli interessi delle banche e dei grandi gruppi di potere finanziario; che impongono leggi elettorali aberranti e incostituzionali che falsano la proporzionalità del risultato del voto popolare, utilizzando distorsioni quali l’impedimento ad esprimere preferenze, premi di maggioranza e soglie di sbarramento sempre più alte.

I violenti sono gli stessi che in questi anni – nelle forze politiche di maggioranza e all’opposizione, nei consigli di amministrazione della banche e delle industrie pubbliche e private, nei salotti e nei clubs – stanno portando a termine il progetto piduista di indebolimento e distruzione della Costituzione, ultimo baluardo di difesa contro la deriva autoritaria e la repressione politica organizzata su scala di massa.

I violenti sono gli stessi che vorrebbero trasformare la nostra Repubblica da parlamentare a presidenziale, eseguendo a livello nazionale gli ordini dei finanzieri internazionali (come auspicato dalla J.P. Morgan), attaccando la Costituzione mediante lo svuotamento del suo contenuto e cancellando oltre un secolo di conquiste del movimento dei lavoratori e di lotte popolari contro l’oppressione.

I violenti sono gli stessi che cancellano la democrazia dai luoghi di lavoro con l’esclusione della rappresentanza dei lavoratori costituzionalmente disciplinata, accettando solo quelle organizzazioni sindacali che si piegano all’arroganza e alla prepotenza del potere economico e finanziario, emarginando ancora una volta chi non è concorde e chiede il concreto rispetto della Costituzione.

I violenti sono gli stessi che negano la presenza in Valle Susa delle organizzazioni criminali di stampo mafioso (Bardonecchia primo comune del nord Italia commissariato per mafia nel 1995) e il legame tra queste ed alcune aziende coinvolte nella questione TAV.

È ora di riconoscere la violenza e di porvi fine, organizzando la controffensiva contro quanti vorranno proseguire a garantire i privilegi di pochi ai danni del bene comune, contro quanti continuano a mascherare la lotta per la democrazia e i diritti costituzionali di tanti comitati cittadini dietro le accuse di eversione e terrorismo.

Noi consideriamo eversione e terrorismo affrontare il conflitto sociale – di cui la Costituzione è garante, regolatrice e risolutrice – come una questione di ordine pubblico, per sostituire il dialogo e il confronto con il manganello in casa e la guerra imperialista all’estero; far assurgere il razzismo a principio del proprio agire politico e istituzionale, o sostenere in qualsiasi modo organizzazioni neofasciste come Casapound e Forza Nuova; allontanare sempre più dalla pensione intere generazioni di lavoratori e gettare nella disoccupazione e nella mala-occupazione milioni di persone con la semplice firma di una legge o la non firma di un contratto, schiacciando un pulsante da uno scranno in Parlamento o dalla tastiera di un ufficio di consulenza, determinando macelleria sociale e aizzando la guerra tra poveri.

Non sono forse queste le autentiche eversioni, l’autentico terrorismo, la vera violenza? Non sono forse loro gli eversori e i terroristi, coloro che sono volontariamente colpevoli dell’impoverimento, istupidimento, divisione e sottomissione dei cittadini sempre più preoccupati, confusi e spaventati?

Per queste ragioni, compagne e compagni della Val di Susa, siamo con voi e con il vostro percorso di lotta civile, culturale e nonviolento.

Siamo convinti che quella attuale sia una fase reazionaria in sviluppo costante: il Governo e la maggioranza del Parlamento, con il silenzio del Presidente della Repubblica, si apprestano a irreggimentare e ostacolare il diritto dei cittadini ad organizzarsi in associazioni, movimenti e collettivi di protesta.

Seguirà inevitabilmente l’estensione e l’inasprimento del controllo e della repressione verso tutti i soggetti antifascisti oggi attivi in Italia – movimenti per l’acqua bene comune, movimenti studenteschi e gruppi di lavoratori in lotta, organizzazioni sindacali e di partito che si ispirano ai valori della Resistenza, ong militanti, comitati locali, Movimenti NO TAV, NO MUOS, NO DAL MOLIN, parrocchie, collettivi, centri sociali, associazioni di volontariato, ecc.

Siamo di fronte, già oggi, all’aggressione violenta ad ogni opposizione sociale e alla criminalizzazione di ogni dissenso.

L’ANPI non può sostenere in alcun modo e con nessuna sfumatura queste posizioni, anzi, deve attrezzarsi, aggiornarsi e organizzarsi per contrastarle, nel pieno rispetto dello Statuto nazionale.Nella campagna di mobilitazione in difesa della Resistenza e della Costituzione, è naturale che l’ANPI stringa e rinnovi alleanza con tutti i soggetti antifascisti e in lotta per i diritti costituzionali e sociali, incluso il Movimento NO TAV, come già indicato anche dal Partigiano Don Andrea Gallo.

Perciò, oggi più che mai tutti questi soggetti antifascisti devono lavorare insieme per unire le proprie forze, sia per coordinarsi e acquisire nuova consapevolezza come “continente” e non più “arcipelago”, sia per moltiplicare le esperienze e sia per fornire ai propri militanti una più ampia e profonda interpretazione della realtà dei fatti: realtà oggi nascosta, manipolata e deformata dai mezzi di comunicazione in funzione degli interessi dei mandanti, anziché del popolo sovrano.

Oggi più che mai, è necessario ampliare il fronte di mobilitazione, unica possibilità di aumentare la partecipazione dei cittadini alle lotte esistenti sui nostri territori: è una questione di libertà e di democrazia.

A questo fine, anche all’interno dell’ANPI, dobbiamo sviluppare una “coscienza di rete”, per maturare la militanza antifascista come un percorso di formazione permanente nella lotta: bisogna coinvolgere attivamente più cittadini possibili per riconquistare i diritti perduti in questi anni di restaurazione autoritaria della vita collettiva, fondata sulla trasformazione dei cittadini in sudditi consumatori, silenziosi e inconsapevoli perpetuatori delle logiche del mercato, anche in violazione dei diritti fondamentali degli esseri umani e senza alcuna cura dell’equilibrio naturale dell’ecosistema Terra, a cui il Club di Roma guidato da Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torinese che subì le torture nel famigerato carcere di via Asti, aveva già messo in guardia il mondo nel 1968 con gli studi pubblicati nel libro “I limiti della crescita” e che oggi si stanno inesorabilmente realizzando.

Siamo in emergenza economica, sociale, culturale, ambientale e civile: ogni ambito della nostra esistenza – materiale e spirituale, personale e territoriale, lavorativo e familiare, individuale e collettivo – è attraversato e permeato dalle contraddizioni dell’incertezza e dall’insicurezza: ecco perché il degrado morale e intellettuale dilaga ed è in aumento la diffidenza e l’allontanamento dalla politica e dalle istituzioni.

È tempo di abbandonare ogni ambiguità e reticenza, inaugurando una nuova stagione di lotta antifascista senza collusioni con i portavoce del potere e i responsabili del disastro economico, culturale, sociale e politico in cui versa la Repubblica.

È giunta l’ora di schierarsi e di parteggiare per la libertà, la Costituzione, la democrazia, per riconquistare la sovranità popolare.

La riscossa del nostro popolo sarà possibile solo mediante la scoperta, la difesa e la riappropriazione dei beni comuni, praticando una nuova resistenza nonviolenta che tragga linfa vitale dalla memoria della Guerra di Liberazione dal nazifascismo e dall’impegno militante antifascista nei presidi sui territori e nella comunità che già stanno combattendo.

Noi dell’ANPI rinnoviamo l’impegno antifascista e ci schieriamo pubblicamente al fianco di tutti coloro che oggi, al netto di impropri parallelismi e assurdi richiami, lottano con lo spirito della Guerra di Liberazione per la concreta realizzazione di una società altra e possibile.

Chi semina terrore e violenza, raccoglie dissenso e rivolta.

Abbiamo l’arma più potente dalla nostra parte, la Costituzione antifascista: deve ancora essere attuata, usiamola, rendiamola fatto compiuto; non permettiamo ai comitati d’affari che siedono in Parlamento – e per effetto cascata, nei nostri territori periferici – di portarcela via eseguendo gli ordini di chi vorrebbe il ritorno dell’autoritarismo e della dittatura al potere in tutta l’Europa.

Noi siamo per lottare uniti nel rispetto delle reciproche diversità.

Abbiamo da guadagnarci tutto un mondo.

Fraterni saluti, un abbraccio caloroso!

Nella memoria l’esempio, nella lotta la pratica!

Firmato:

Direttivo Sezione A.N.P.I. “G. Peirolo – F. Ferrario” Bussoleno – Foresto – Chianocco

Comitato di Sezione A.N.P.I. “G. Perotti MAVM – A. Appendino” di Torino, Nizza Lingotto

Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco

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20121105 Comunicato Stampa sullo sgombero di Via Verdi a Torino

Posted by anpinizzalingotto su 5 novembre 2012

Il comitato di sezione sottoscrive il comunicato della sez ANPI di Bussoleno-Chianocco del 30.10.2012

Ci uniamo nel sottolineare la nostra preoccupazione per la mancanza concreta di una risposta alla sempre più crescente richiesta di abitazioni, che in tempo di crisi, studenti, lavoratori e precari faticano ad avere, e a cui sempre più spesso il sindaco di Torino e la sua Giunta oppongono le forze dell’ordine come risposta ultima e unica ad una delle principali esigenze primarie.

Come ANPI non intendiamo rimanere indifferenti a questi continui attacchi ai diritti democratici sanciti dalla costituzione.

Riteniamo inoltre indecorose e preoccupanti per un paese civile le procedure di sgombero messe in atto contro gli studenti della Verdi15 come il differente trattamento rivolto agli studenti stranieri rispetto a quelli Italiani o addirittura la divisione in studenti “bianchi” e “neri”. Questi sono metodi che sviliscono la nostra Costituzione e gli ideali della Resistenza.

Articolo 34 “La scuola e aperta a tutti…. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”

Articolo 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Difronte a queste continue azioni, lesive di fatto dei principi costituzionali, la sezione esprime la piena solidarietà a TUTTI i ragazzi della Verdi 15 occupata aderendo e sottoscrivendo l’appello: “Il diritto allo studio non si sgombera”.

Sollecitiamo inoltre l’apertura di un dibattito sulla situazione studentesche e sull’emergenza abitativa. Auspicando che i comitati ANPI provinciale e regionale prendano una netta posizione sui crescenti tagli che di fatto riducono il diritto allo studio ad un privilegio per pochi unendosi alla richiesta di studenti e docenti per una nuova legge su scuola e università più equa.

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20120927 Comunicato del Comitato di Sezione: Appello I Love Gabrio

Posted by anpinizzalingotto su 30 settembre 2012

Il Comitato di Sezione riunitosi lunedì 17/09/2012 tra i vari punti in discussione ha preso in esame l’appello “I Love Gabrio”. Dopo proficuo dibattito ha approvato quanto segue:

• considerato che da statuto l’ANPI ha lo scopo di dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione;

• si riconosce al CSOA Gabrio di essersi adoperato continuamente e fortemente sulle tematiche dell’antifascismo e dell’antirazzismo;

• si ritiene inoltre che l’esperienza dei luoghi occupati, come quella del CSOA Gabrio, tramite la creazione di servizi di base gratuiti per migranti e persone in difficoltà (Microclinica Fatih, sportello il-legale, sportello diritto alla casa Zona San Paolo, palestra popolare) sia a tutti gli effetti un esempio di accoglienza, solidarietà, aggregazione e socialità assimilabile ai valori fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;

• si prende atto della presenza di amianto ritenuta indubbiamente pericolosa, in primis per la salute di chi vive e frequenta il Centro Sociale;

• si prende anche atto però del fatto che questi ultimi hanno sempre denunciato alle istituzioni cittadine la presenza di tale inquinante ma non si è mai arrivati ad una soluzione definitiva accettabile;

• si prende infine atto che alcune forze politiche intendono cavalcare il pretesto di una bonifica dello stabile per porre sotto sgombero coatto il CSOA Gabrio in quanto realtà “scomoda”;

• si esprime solidarietà al CSOA Gabrio e si ritiene doveroso quindi sottoscrivere e diffondere l’appello “I Love Gabrio” auspicando una soluzione del “problema amianto” condivisa con le compagne ed i compagni del Centro Sociale.

Il Comitato di Sezione

ANPI Nizza Lingotto di Torino

“G. Perotti MAVM– A. Appendino”

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20120511 Comunicato del Comitato di Sezione: Condanna della violenza poliziesca al Salone del Libro

Posted by anpinizzalingotto su 15 maggio 2012

Apprendiamo dalle testimonianze di alcuni studenti, di giovani compagni e compagne della nostra sezione e dai giornali quanto avvenuto ieri pomeriggio al Lingotto.

Presso il Salone internazionale del Libro si stava svolgendo un incontro sul mondo dell’istruzione alla presenza del Ministro Profumo. Stando alle testimonianze raccolte, l’associazione organizzatrice dell’evento ha rifiutato gli accrediti di alcuni studenti con modalità che reputiamo prive di giustificazione. Gli organizzatori avrebbero inoltre segnalato alla Questura i nominativi di tali “indesiderati” in quanto presunti “violenti” mettendo in atto una deplorevole censura discriminatoria.

Di fronte all’intento degli studenti di portare le loro istanze di fronte al Ministro le forze di polizia hanno ancora una volta risposto con cariche, manganellate e calci di inaudita violenza ferendo alcune ragazze e ragazzi, uno tra questi il Presidente del Senato Studenti dell’Università di Torino.

Ancora una volta assistiamo alla deriva autoritaria di un governo reazionario e sordo verso le istanze di chi, come gli studenti borsisti, vive sulla propria pelle gli effetti di una Crisi di cui non ha alcuna responsabilità.

La sezione ANPI Nizza Lingotto esprime forte indignazione e condanna verso chi, abusando del proprio potere, cerca di stroncare con metodi repressivi il legittimo dissenso, commettendo una chiara violazione dei principi sanciti dalla Costituzione.

Il Comitato di Sezione

ANPI Nizza Lingotto

“G. Perotti MAVM – A. Appendino”

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20120130 Nota del Comitato di Sezione in merito agli arresti tra i NOTAV del 26 gennaio

Posted by anpinizzalingotto su 10 maggio 2012

Gli arresti del giorno 26 gennaio 2012, nei confronti di alcuni membri del movimento NO TAV, sono l’ennesimo tentativo di ridurre il grande movimento popolare ad un problema d’ordine pubblico al fine di dividerlo e delegittimarlo.

Non si cerca di comprendere, attraverso incontri e dibattiti paritari le ragioni che si pongono alla base della protesta, ma si agisce militarmente, determinando artificiosamente un clima di tensione.

In Val di Susa sono sospesi i diritti, la democrazia è ferita, una terra militarizzata dove le reti e i muri lo ricordano giorno dopo giorno.

Il movimento NO TAV non è un problema d’ordine pubblico, ma una grande esperienza politica e popolare in cui una comunità vuole decidere democraticamente del proprio futuro, così come democraticamente decide le forme e i contenuti delle mobilitazioni.

La sezione esprime pertanto tutta la sua solidarietà al Movimento NoTav e rinnova l’impegno comune a proseguire la lotta affinché quello sperpero di danaro pubblico, inutile e dannoso sia fermato e sia ripristinato un confronto democratico mediante un contraddittorio reale sulle  ragioni ambientali, economiche e sociali  che  spingono un popolo intero a un così duro  confronto.

Il Comitato di Sezione

ANPI Nizza Lingotto

“G. Perotti MAVM – A. Appendino”

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