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A.N.P.I Sez. "G. Perotti – A. Appendino" Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia (Torino)

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22 Aprile 2017 – Biciclettate delle Staffette PARTIGIANE ^5ed

Posted by anpinizzalingotto su 12 aprile 2017

Sabato 22 aprile 2017
Ore 14.30 – parco Di Vittorio
Ingresso via Monte Pasubio

Percorreremo le strade del quartiere ricordando i concittadini e gli Eroi della Resistenza che si sacrificarono per la nostra libertà e a cui sono dedicate vie e corsi della nostra città.

In caso di maltempo la biciclettata verrà rinviata a data da destinarsi.

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Riforma Costituzionale, quanto ne sai?

Posted by anpinizzalingotto su 12 maggio 2016

ASSEMBLEA PUBBLICA

Domenica 22 Maggio ore 21
@ Casa del quartiere “Il Barrito”
V. Tepice, 23/c (Torino)

Interverranno:
– Paolo Ruffino (Partigiano)
– prof. Francesco Pallante (Docente di Diritto Costituzionale)

Organizza: ANPI Nizza Lingotto e ANPI Nichelino, in collaborazione con il Comitato Referendum Torino SUD

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25 Aprile 2016 – Intervento al cippo Partigiano

Posted by anpinizzalingotto su 3 maggio 2016

640x426-018Care compagne e compagni, negli ultimi anni è in corso un grave attacco da parte dei poteri forti contro le masse popolari. E’ un attacco inedito sia nella durezza che nell’efficacia vista la mancanza di adeguate difese.

Banche internazionali ed agenzie di rating dettano l’agenda delle cosiddette riforme, stravolgendo il senso della Costituzione ed in netto contrasto con i valori della Lotta di Liberazione.

E’ triste notare il fatto di come le istituzioni siano completamente subordinate alle esigenze del mercato e dei poteri economici dominanti. Lo è l’Unione Europea che ha come finalità Costituzionale la stabilità dei prezzi e la competitività economica, lo è la nostra Repubblica con l’adozione del “Pareggio di Bilancio”.

E’ quindi sempre più evidente come, oltre alla repressione del dissenso e del conflitto sociale -dalla val di susa agli sgomberi delle occupazioni abitative – vengano man mano ristretti anche gli spazi di mediazione e rappresentanza democratica.

E’ già successo con la cancellazione delle provincie, lo è oggi con il ritorno all’accentramento del governo cittadino e la riduzione del numero di circoscrizioni, lo sarà domani con la riforma del Senato, togliendo ai cittadini la possibilità di eleggerne i componenti.

Di fronte a noi si apre quindi una nuova battaglia che deve vedere la nostra associazione e tutti i sinceri democratici in prima fila.

640x426-107Molte sezioni ANPI sono già attive con i comitati referendari contro quest’ulteriore stravolgimento della Costituzione da parte del governo Renzi e del Partito Democratico. Ora nel nostro quartiere dobbiamo iniziare a fare la nostra parte.

I referendum sono di per sé un grande strumento di democrazia.
Nella storia del nostro paese sono stati più volte una leva per spostare i rapporti di forza nella società a favore delle classi popolari ma non possiamo pensare che possano essere un espediente per bypassare con uno schiocco di dita il problema della mancanza di incisività delle lotte.

Senza gli adeguati rapporti di forza, i referendum, nella migliore delle ipotesi vengono disattesi, come è successo per l’acqua pubblica, oppure, purtroppo come è successo recentemente, non raggiungono il risultato previsto, creando ulteriore sconforto e delusione.

Nello spirito di coloro che alla caduta del fascismo non rimasero con le mani in mano aspettando l’arrivo degli alleati o chissà chi, occorre quindi mobilitarsi in prima persona, lottare e organizzarsi.

E’ più che mai necessaria questa mobilitazione contro la riforma costituzionale del governo Renzi, ma tocca a noi interpretare questo referendum come un momento di lotta e accumulazione delle forze, affinché la mobilitazione non si fermi all’apposizione di una firma o di una X su una scheda elettorale.

Occorre ancora una volta far nostro l’esempio di quei giovani i cui nomi possiamo leggere su tante lapidi come questa.640x426-124

Perché ancora oggi, per costruire una società più giusta, c’è bisogno di una lotta di Liberazione.

Concludo con le parole di Pietro Secchia:

«NOI sappiamo che sino a quando la Costituzione repubblicana non sarà applicata in tutte le sue parti, non potremo considerare realizzato il programma della Resistenza.
Per questo possiamo ben affermare che la Resistenza continua.
Dietro alla bandiera della Resistenza marciano oggi nuove possenti forze, giovani generazioni che aspirano a conquistare il loro avvenire.
Portiamo avanti, portiamo al successo le bandiere della Resistenza.»

W i Partigiani W il 25 Aprile

Torino, 25 Aprile 2016

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25 Aprile 2016 – Ore 10 – Corteo da Piazza Bengasi

Posted by anpinizzalingotto su 19 aprile 2016

L’ANPI Nizza Lingotto invita all’annuale corteo della la Festa della Liberazione

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Sulla proiezione di Senzachiederepermesso

Posted by anpinizzalingotto su 18 aprile 2016

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Il successo della proiezione di “SenzaChiederePermesso”, organizzata dalla nostra Sezione in collaborazione con Cinefonie, è stata una piacevole sorpresa. Non potevamo chiedere di meglio, sia in termini di partecipazione che – ancora più importante – in termini di contenuti, visti gli interventi di cittadini, lavoratori e operai che vivono ancora oggi (e forse più di allora) l’oppressione e i ricatti della fabbrica capitalista. Sicuramente, per un quartiere che ha vissuto sulla propria pelle la bruciante sconfitta -organizzativa e ideologica- del movimento operaio, questa serata segna un punto da cui ripartire!

Di seguito l’intervento dell’ANPI Nizza Lingotto:

SENZA CHIEDERE PERMESSO!

Pier Milanese, che si occupa di produzione e post-produzione cinematografica di impegno militante, insieme a Pietro Perotti, memoria storica della classe operaia piemontese, hanno raccolto insieme una serie di materiali visivi sulla lotta di classe nel quartiere di Mirafiori, fuori e dentro la FIAT, tra il luglio del ’69 e l’autunno del 1980.

L’eccezionalità storica e la freschezza del documento è dato dalle immagini filmate dallo stesso Perotti con una cinepresa a mano, oltre ovviamente a quelle della cinematografia militante di quegli anni.

L’inizio, nel luglio 1969, rappresenta un momento in cui, come cantavano le note dei Clash, non bisogna lamentarsi della propria triste condizione e del proprio insoddisfacente lavoro, ma bisogna organizzarsi per cambiare tutto radicalmente!

In questo inizio, la classe operaia italiana è diventato uno dei tanti laboratori rivoluzionari del mondo, in cui si è organizzata per ottenere diritti con una visione ed una lotta così avanzata da far tremare le fondamenta del sistema sociale e legale di oppressione del capitalismo. Si cambiarono le regole del gioco. Il consiglio di fabbrica divenne protagonista di una lotta sindacale che arrivò ad un vero e propio controllo operaio della produzione che veniva conteso al padrone per rivendicare i diritti con azioni e scioperi.

Le immagini riproducono ogni aspetto di questa grande lotta, dalla creatività, alla sua potenza.

La Fiat, in particolare Mirafiori, rappresentava in quegli anni la più grande fabbrica  d’Europa con la più forte concentrazione di operai e di sfruttati. Un ganglio vitale della produzione capitalistica: battagliare qui significava battagliare intorno al cuore del sistema, con la consapevolezza che  senza la pompa del cuore anche il cervello smette di funzionare. Forse anche questa volta fu non tanto la grandezza dei luoghi e della “piazza” – sicuramente rilevante – né la violenza dello scontro (spesso espressa più in potenza che in atto), ma l’incidenza sulla sfera di produzione ad aver dato a chi si mobilita ed organizza una potenza enorme.

Dice il sito carmillaonline: “Una città dormitorio che si risvegliava a se stessa, (da quel sonno che l’Avvocato Agnelli auspicava guardando la città dall’alto e dicendo dei torinesi “lasciateli riposare”) riscoprendo l’orgoglio della classe operaia del primo novecento, del Biennio Rosso, degli scioperi spontanei del ’43 e della lotta antifascista. La storia di quella Torino, operaia e socialista, che aveva contribuito alla formazione del pensiero di Gramsci e della nascita, insieme a Napoli, del Partito Comunista d’Italia”

Tanto fu potente ed efficace quella lotta che le controffensive messe in campo furono altrettanto dure e spietate.

Di questo parla l’ultima parte del docufilm: non fu messa in campo solo la repressione, ma il più subdolo  meccanismo di dividere la classe operaia e gli sfruttati dall’interno.

Nei 37 giorni del 1980 si consumarono i peggiori tradimenti politici e sindacali, quelli per mezzo dei quali  “ l’intera classe dirigente italiana , a partire dalla famiglia Agnelli fino al PCI di Berlinguer, avevano deciso di restaurare l’ordine e il comando sulla classe operaia”. In quel tempo il responsabile fabbriche del PCI era quel Piero Fassino, oggi noto “continuatore” delle politiche di svendita della città, dei diritti e del lavoro dei cittadini.

L’azione reazionaria e calmierante dei tradimenti politici e sindacali poté più della repressione della polizia, delle provocazioni dei fascisti e dell’azienda, con i suoi “guardioni” col capo coperto da un “padellone” ornato d’aquila simil-littoria, sempre abilmente neutralizzati dalla decisione e dalla splendida creatività della lotta.

Lo stabilimento fu tenuto a battesimo dall’ignobile dittatura fascista, a braccetto col senatore Agnelli. Negli anni cinquanta lo stabilimento divenne luogo di umiliazione dei diritti della persona, con i reparti confino per i politicamente scomodi ed i partigiani Con lo stesso spirito partigiano le lotte si risvegliarono contro i nemici che sono sempre andati a braccetto: padroni e fascisti.

Per questo fu necessario il tradimento delle direzioni politiche e sindacali per fornire alle leggi dello sfruttamento quella legittimazione sociale che non hanno, perché gli sfruttati passassero dal pensiero “non abbiamo bisogno dei padroni per produrre ciò di cui abbiamo bisogno” all “abbiamo necessità di lavorare per comprare ciò di cui abbiamo bisogno” e quindi abbiamo bisogno dei padroni.

Nelle immagini compare un Giorgio Benvenuto che dichiarava all’inizio “O molla la Fiat, o molla la Fiat”. Fu il primo a mollare e tradire, con lui le altre direzioni sindacali e i burocrati di un Pci che vedevano oltre al famigerato torinese Fassino anche un Giuliano Ferrara in giacca da gelataio bianco.

Ma l’apice del tentativo di dividere vigliaccamente fu compiuto con il culmine di quella marcia di scarsi 12000 grigi e ignavi capetti: facce silenziose, quadri intermedi con striscioni neri, impiegati grigi e marron, capi, capetti e kapo’ che nascondevano il viso vergognosi. Tra loro gente che mai aveva lavorato. La stampa dei padroni li dipinge come unico corteo dissenziente di trentamila “lavoratori”; erano invece poco più di diecimila. La Repubblica arriva al numero di quarantamila: fu così che una narrativa becera li ha ricordati. La tradizione bugiarda del giornalismo di regime.

Il colpo sulle direzioni traditrici riesce: “Alle 22,30 la segreteria GGIL- CISL – UIL e la FLM vanno <>. Tre ore di corteo di 12.000 capi sembrano valere di più per Lama, Carniti e Benvenuto, di 35 giorni di lotta di100.000 operai e di milioni di lavoratori scesi in piazza al loro fianco in tutta Italia

Persino nelle assemblee i burocrati sindacali falsano il voto sull’accordo, respinto  palesemente dagli operai, ma fintamente dato per approvato a “larga maggioranza”, mentre le mai alzate per il sì erano quelle scarse dei capi, tutti sotto la pensilina.

Il film è importante anche per questo: raccontare la verità contro le bugie che traditori e padroni hanno venduto.

In questo senso, la storia di ieri si collega e ci fa capire la miseria, la disoccupazione ma soprattutto la debolezza di oggi. Un sonno da cui ci si deve un giorno nuovamente risvegliare, in spregio a chi voleva la classe operaia attiva in fabbrica e dormiente nella vita, ed oggi ci vorrebbe ancora pesci presi all’amo.

I corsivi dalla recensione sono di Sandro Moiso, carmillaonline, 19.2.2015

 

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Biciclettata delle Staffette Partigiane 2016 – 4ed.

Posted by anpinizzalingotto su 28 marzo 2016

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Sabato 16 aprile 2016
Ore 14 – parco Di Vittorio
Lato via Monte Pasubio

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Denunciamo l’ennesima intimidazione fascista

Posted by anpinizzalingotto su 19 novembre 2015

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Intendiamo denunciare l’aggressione e l’intimidazione subite da una compagna della nostra Associazione.
Nella giornata di Domenica, un energumeno, riconoscibile come un “naziskin”, viaggiava sullo stesso mezzo pubblico della nostra compagna la quale si stava recando verso il centro di Torino.
Raggiunta la propria fermata, la compagna è scesa dal mezzo e l’energumeno l’ha seguita fino ad una via isolata dove rincorrendola e spingendola contro un muro l’ha minacciata, millantando una prossima “resa dei conti” per cui tutti gli antifascisti avrebbero le “ore contate”.

Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza alla compagna e condanniamo l’infame gesto. Purtroppo questo non è un episodio isolato, sia per la nostra città che per il nostro quartiere, soprattutto dopo l’apertura di un covo fascista al Lingotto sostenuto da forze politiche che siedono in Consiglio Comunale.

Allo stesso tempo si diffidano quei partiti che responsabili delle attuali politiche di impoverimento, hanno portato il degrado nelle masse popolari, a portare una propria solidarietà pelosa ed improduttiva se non della loro visibilità elettorale. Se la violenza fascista rialza la testa ed offre il suo volto razzista e squadrista, ciò avviene per la totale inerzia delle forze che si dicono democratiche a parole ma realizzano politiche antipopolari, consentendo che gli antifascisti vengano repressi mentre nessuna azione viene posta in campo contro coloro che offendono la Costituzione ed il vivere democratico e civile.

Invitiamo tutta l’ANPI e i sinceri democratici a rinnovare la richiesta di chiusura di tutti i covi neofascisti.

Torino, 18 novembre 2015
Sezione ANPI “G. Perotti MAVM – A. Appendino”

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Sosteniamo la lotta del mondo della scuola contro la proposta di Riforma del Governo Renzi!

Posted by anpinizzalingotto su 12 giugno 2015

A seguito dell’incontro con gli “Insegnanti Arrabbiati” del 22/04/15 e della riunione del Comitato di Sezione del 8/6/15 la Sezione ha deciso di inviare la seguente comunicazione al Collegio Docenti di ogni Istituto Statale della nostra Circoscrizione, per sostenere la lotta del mondo della scuola contro la riforma “Buona Scuola” del governo Renzi.

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Sosteniamo la lotta del mondo della scuola contro la proposta di Riforma del Governo Renzi!

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione Nizza Lingotto di Torino, consultatasi con i propri iscritti, docenti, studenti e lavoratori della scuola:

– considera la riforma “Buona Scuola” lesiva dei diritti dei lavoratori e dei principi sanciti dalla Costituzione, nata dalla Resistenza
– appoggia le modalità di lotta messe in campo, compreso il blocco degli scrutini, affinché venga fermato l’iter di approvazione della proposta di legge!

Questa Riforma viola principi fondamentali della Costituzione, anzitutto l’art. 3, secondo cui è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona e la effettiva partecipazione di tutti i lavoratori , tra cui gli insegnanti, alla organizzazione politica, economica e sociale dello Stato. Contrasta con l’art. 36 secondo cui i docenti hanno diritto a una retribuzione adeguata alla qualità e alla quantità del lavoro svolto e tale da garantire una vita libera e dignitosa. Ma anche l’art. 4 secondo cui lo Stato deve rendere effettivo il diritto al lavoro, e l’art. 33 sulla libertà di insegnamento e sul finanziamento agli enti privati. Contrasta con i principi costituzionali a favore dei quali da sempre l’ANPI si batte.

La Riforma, attribuendo al dirigente scolastico “le scelte didattiche e formative e la valorizzazione delle risorse umane e del merito dei docenti”, viola, nei fatti, il principio della libertà di insegnamento tipica della scuola di Stato, ma anche la meritocrazia.

La Riforma conferma i tagli alla scuola pubblica, alle università statali e a centinaia di migliaia di studenti. L’idea di fondo è quella di assoggettare la scuola alle leggi del mercato e dell’efficientismo, come si è fatto per il lavoro, ridotto ad una merce come le altre. Introduce l’ideologia della competizione in un ambito, quello della formazione, che dovrebbe fondarsi su una logica di collaborazione fra i soggetti che in esso operano. Ma i principi ispiratori della  Repubblica non sono basati sull’utilitarismo, bensì sull’accesso gratuito per tutti all’istruzione, sullo sviluppo dei doveri di solidarietà politica economica e sociale, sul potenziamento della libertà individuale e collettiva, sulla partecipazione alle decisioni collettive.

Raccogliamo e rilanciamo l’appello del magistrato Ferdinando Imposimato che invita:

«tutti gli insegnanti a battersi uniti in difesa della scuola pubblica, ma anche agli studenti perché amino e rispettino i loro insegnanti precari e di ruolo e il sacrificio che essi sopportano giorno per giorno. Gli studenti, i lavoratori e i disoccupati devono scendere in campo accanto agli insegnanti in difesa della scuola pubblica gratuita, della dignità dei docenti e contro l’abbandono scolastico. Guai a spezzare questa unità di docenti studenti e lavoratori, ogni rinnovamento si arresta. Dobbiamo ribellarci e dire un no netto alla riforma liberticida del Governo, che intacca le nostre libertà e la nostra democrazia, e chiedere al Governo di riconoscere il posto di lavoro agli insegnanti precari, una categoria benemerita che tanto fa per i nostri studenti, i diritti violati di quota 96, e perché il governo garantisca stipendi adeguati a insegnanti di ruolo e non di ruolo. Dobbiamo pretendere dal Governo che i miliardi assegnati alle grandi opere, che sono spesso inutili tanto da restare incompiute, veri e propri tangentifici e distruttori dell’ambiente, siano invece destinati alla scuola pubblica, che è pilastro della nostra democrazia, e alle migliaia di precari da stabilizzare»

Esprimiamo il nostro appoggio incondizionato a tutte le componenti della scuola, in primo luogo a insegnanti, maestri , maestre ed educatori, che si stanno mobilitando contro il progetto di Riforma della scuola del governo

Torino, 10/06/2015

ANPI Nizza Lingotto di Torino
“G. Perotti MAVM – A. Appendino”

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9 Maggio 2015: Manifestazione antifascista a Mirafiori

Posted by anpinizzalingotto su 8 maggio 2015

Riportiamo il comunicato dell’assemblea Torino Antifascista riguardo la manifestazione di Sabato 9 Maggio ore 15 in Via O. Vigliani angolo Corso Unione Sovietica.

Invitiamo tutti gli antifascisti e tutti gli antirazzisti a prendere posizione partecipando alla manifestazione antifascista!

 

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Contro fascismo, razzismo e sfruttamento: solidarietà e auto-organizzazione!

Nella violenta fase di crisi neoliberista in cui viviamo da anni, non riusciamo più a rispondere a bisogni fondamentali: casa, giusto salario, reddito, dignità, futuro. Veniamo sfruttati, sfrattati, ridotti alla fame, privati dei servizi, i nostri quartieri dati in pasto a speculatori. Da un lato si dilata il divario tra i pochi ricchi e i molti poveri, tra chi decide e chi è costretto a subire; dall’altro, gli stessi capitalisti e politicanti che ci impoveriscono, cercano di mettere noi sfruttati gli uni contro gli altri, per distogliere l’attenzione dalla guerra di classe che portano avanti sulla nostra pelle. La “guerra tra poveri” è un’arma basata su un’ideologia nazionalista ed interclassista (“siamo tutti italiani”), che i nostri veri nemici – padroni e istituzioni – usano per farci identificare con loro e farci odiare tra noi. Non cadiamo nella trappola!

L’obiettivo dei sedicenti “comitati di cittadini” sostenuti dagli stessi partiti fascisti e corrotti – Forza Nuova, Fratelli d’Italia e Forza Italia – che da anni si intascano i nostri soldi e uccidono il nostro futuro, è quello di ingannarci con gli strumenti di chi comanda: il razzismo e la paura. Vogliono convincerci che il problema erano ieri “i meridionali”, oggi “i rom”, “gli immigrati”, “la prostituzione”, “lo spaccio”, mentre nei nostri quartieri il problema reale è trovare una risposta autonoma ai nostri bisogni. A Mirafiori arrivare a fine mese è difficile, il salario (quando c’è) è misero e la disoccupazione è più alta che altrove. Ogni giorno rischiamo di finire in strada o paghiamo affitti, mutui e bollette insostenibili, mentre ci tolgono i trasporti pubblici, gli ospedali, le scuole e svendono le nostre risorse comuni.

Per la terza volta in pochi mesi il fantomatico “comitato di Via Artom”, gestito da fascisti, diffonde propaganda spregevole contro i rom, da sempre agli estremi dell’immaginario nazionalista italiano: “devianti esotici”, “asociali”, “criminali”. Un immaginario radicato anche negli ambienti democratici di Torino, teatro nel 2011 del pogrom della Continassa dopo una manifestazione a cui parteciparono anche esponenti del PD, prima che l’area fosse svenduta dal Comune alla Juventus. Costruire “nemici pubblici” garantisce voti e soldi. Esempio ne è il progetto da 5 milioni di euro (stanziati dall’ex ministro Maroni, Lega Nord), con cui Comune di Torino e cooperative speculano sugli abitanti sgomberati o sotto sgombero dal campo di Lungo Stura. Progetto che fa contenti democratici e razzisti. Dentro agli stessi partiti che inscenano ritrovi razzisti, troviamo politicanti e amici che da anni lucrano sui rom.

Le famiglie rom di via Artom hanno i nostri stessi bisogni e subiscono in forma estrema la nostra stessa precarietà. Vivono in strada non per scelta o per “cultura nomade”, ma perchè costrette dal sistema capitalista e dalle istituzioni. Queste persone sono arrivate a Torino nei primi anni ’90, in fuga dalla guerra di Bosnia. In epoca socialista avevano un lavoro e una casa, ma con la privatizzazione dei mezzi di produzione e la guerra, sono state espropriate di tutto. Lo Stato italiano da oltre 20 anni nega loro i documenti e la possibilità di lavorare, di vivere in una casa, di potersi curare e costruire un futuro per sé ed i propri figli, nati qui. La precarietà abitativa ed economica costringe queste persone nei circuiti più marginali dell’economia informale, mentre il Comune di Torino nega loro persino un gabinetto chimico e le Forze dell’Ordine li obbligano a spostarsi ogni giorno, impedendo ai minori di frequentare la scuola.

Vengono additati come problema anche i pusher extracomunitari, manovalanza a basso costo che le organizzazioni criminali nostrane arruolano per i propri sporchi interessi, consapevoli che le leggi sull’immigrazione, sul welfare e sul lavoro offrono loro ben poche alternative di vita. Il mercato nero delle droghe è stato però creato da politiche proibizioniste fallimentari che continuano a mietere vittime, non certo da chi scappa dal proprio paese in cerca di condizioni di vita migliori. Andiamo alla radice delle questioni: le ronde contro lo spaccio alimentano solo l’odio, senza risolvere niente.

Nessuno spazio a chi specula sulle nostre vite e su quelle di chi sta peggio di noi. Se le loro armi sono l’ignoranza e l’odio, le nostre sono la solidarietà e l’auto-organizzazione in ogni quartiere. Nella guerra di classe riprendiamoci ciò che ci spetta e che ogni giorno di più ci viene rubato!

Ci vediamo il 9 maggio alle ore 15 in piazza Caio Mario angolo Via O. Vigliani

Torino, 9 maggio 2015 Torino Antifascista

 

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La “Buona Scuola” ? – Assemblea pubblica 20150422

Posted by anpinizzalingotto su 20 aprile 2015

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ANPI Nizza Lingotto incontra gli “Insegnanti Arrabbiati”

Assemblea pubblica sul DDL 2994 “Buona Scuola”

MERCOLEDI’ 22 APRILE ore 21

@ Sede ANPI c/o Circolo Dravelli (strada Praciosa 11- Moncalieri)

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