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Comunicato stampa: “processo a Maverik”

Posted by anpinizzalingotto su 11 ottobre 2017

Comunicato stampa

Torino, 9 ottobre 2017

 

Il prossimo 11 ottobre il Tribunale di Torino manda a processo Fabrizio Salmoni, giornalista e iscritto ANPI, per aver definito “famigerato” il cronista de La Stampa Massimo Numa in un articolo di cronaca giudiziaria del 2013.

Al di là della definizione del reato contestato (diffamazione aggravata a mezzo stampa) vogliamo qui ribadire la denuncia pubblica del 18 settembre 2013 da parte di tre Sezioni ANPI dell’area torinese, del ruolo di Massimo Numa nella veste di autore del libro “La stagione del sangue” in cui è palese la denigrazione della Resistenza e l’altrettanto evidente apologia della Repubblica di Salò, entità satellite e braccio armato del Terzo Reich nazista. Un libro che si apre con la dedica dell’autore a un repubblichino della famigerata Divisione San Marco, ucciso dai partigiani nei combattimenti dei giorni della Liberazione. Un libro per il quale l’ANPI di Savona già nel 2008 indicava Numa come esponente “del revisionismo vittimistico dei vinti in chiave neofascista“.

Non ce ne stupiamo. Oltre alla sua consueta attività giornalistica in cui si distingue per acrimonia, faziosità ed estremo livore nei confronti di ogni lotta sociale, il Numa nello stesso anno 2013 coerente con la sua natura ideologica, associò fotografie di iscritti ANPI valsusini a un suo articolo definendoli “terroristi” ed “eversivi”. Querelato, scelse di transare per non affrontare il giudizio.

Oggi quindi diamo piena solidarietà a Fabrizio Salmoni, cronista delle lotte sociali e antifascista da sempre: annunciamo la nostra presenza simbolica in aula a presidio della giustizia e dei valori costituzionali affermati con la Guerra di Liberazione partigiana.


Sezione ANPI “G. Peirolo – F. Ferrario” Bussoleno-Foresto-Chianocco (TO)

Sezione ANPI “68 Martiri” Grugliasco (TO)

Sezione ANPI Trofarello (TO)

 Sezione ANPI “Concetto Campione” di Nichelino (TO)

Sezione ANPI “G. Perotti – A. Appendino” Nizza-Lingotto di Torino (TO)

Sezione Anpi “Pietro Secchia” Valle Elvo e Serra (BL)

 Sezione Anpi Chiomonte – Alta Valle Susa

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Appello dell’ANPI per l’8 dicembre: “Ogni tempo ha il suo fascismo”

Posted by anpinizzalingotto su 2 dicembre 2015

Il comitato di Sezione sottoscrive ed aderisce all’appello “Ogni tempo ha il suo fascismo” promosso dalle Sezioni ANPI della Val di Susa.

striscione_anpi_notav

8 DICEMBRE 1943 – 2005 – 2015
Ogni tempo ha il suo fascismo:
il Giuramento della Garda è sempre valido

“… in Val Susa sono stati violati i diritti fondamentali dei cittadini all’informazione e alla partecipazione, sono state disattese numerose convenzioni internazionali, c’è stata un’impropria criminalizzazione del movimento di opposizione e una inammissibile militarizzazione del territorio.”

[Tribunale Permanente dei Popoli, 2015]

8 dicembre 1943: l’inverno delle prime bande partigiane braccate dai nazifascisti di Hitler e Mussolini è duro. Salvo piccoli gruppi di sciatori in alta valle e di sabotatori in bassa valle, le bande decidono di sciogliersi per riunirsi in primavera. Ma prima, i principali organizzatori della Resistenza partigiana in Val Susa si ritrovano alla Garda, presso la frazione Martinetti di San Giorio, dove prestano solenne giuramento di non cessare la lotta fino a quando
l’occupatore straniero nazista e i fascisti traditori non fossero stati sconfitti.

8 dicembre 2005: la popolazione valsusina in lotta si autoconvoca a Susa con il sostegno di decine di migliaia di persone per una grande, partecipata e compatta manifestazione in risposta al vigliacco pestaggio di Venaus di due notti prima, con il quale le forze dell’ordine avevano massacrato di botte tutti i presenti – ragazzi, donne, anziani – al presidio NO TAV di Venaus e addirittura ostacolato i primi soccorsi medici ai feriti. Quel giorno il presidio NO TAV è
stato riconquistato da chi ha scelto di lottare, aggirando i posto di blocco, percorrendo i sentieri di montagna che tanto aveva dato alla Resistenza: non si trattava di un prato, ma di dignità, diritti, sovranità e Costituzione, simbolo del fatto che quando il popolo lotta unito, nulla lo può fermare.

Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP), riunitosi tra Torino e Val Susa negli ultimi mesi su esposto del Controsservatorio ValSusa, ha recentemente condannato le modalità antidemocratiche con cui in Italia e in Europa viene portato avanti il sistema delle grandi opere: nella sentenza ha affermato che in Val Susa sono stati violati i diritti fondamentali dei cittadini all’informazione e alla partecipazione, sono state disattese numerose convenzioni internazionali, c’è stata un’impropria criminalizzazione del movimento di opposizione e una inammissibile militarizzazione del territorio.

Per il TPP le responsabilità di tali violazioni vanno ascritte ai promotori delle grandi opere e alle imprese coinvolte, ai Governi italiani degli ultimi due decenni e alle articolazioni dell’Unione europea che ne hanno accolto acriticamente le indicazioni, senza effettuare i controlli e gli accertamenti richiesti dal movimento di opposizione.

Il TPP ha inoltre invitato a: aprire consultazioni serie delle popolazioni interessate, e in particolare degli abitanti della Val di Susa, garantire loro la possibilità di esprimersi sulla pertinenza e la opportunità del progetto, far valere il diritto alla salute, all’ambiente e alla protezione dei contesti di vita dei cittadini, estendendo l’esame a tutte le soluzioni praticabili senza scartare l’opzione “zero”, sospendere la realizzazione dell’opera e soprattutto a
porre fine all’occupazione militare della zona.

Anche l’A.N.P.I. Provinciale di Torino, nel proprio documento congressuale di marzo 2011, ha affermato “che gli investimenti pubblici debbano essere realizzati con il reale coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in un confronto dialettico che percorra ed esamini tutte le possibili opzioni, nel rispetto dell’art. 41 della Costituzione che ricorda come la libera iniziativa privata non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo di recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Invitiamo tutti gli antifascisti a sostenere e partecipare alle manifestazioni che si svolgeranno in Val di Susa martedì 8 dicembre 2015, per una corretta trasmissione della memoria storica della Resistenza partigiana e l’attualità delle lotte popolari per la rivendicazione dei diritti, contro ogni revisionismo e contro ogni riduzione degli spazi di democrazia, per una società fondata sulla Libertà conquistata con il sangue dei Partigiani e sancita nella Costituzione.

8 DICEMBRE 2015

– h 9.30: Giuramento della Garda a San Giorio di Susa, commemorazione ufficiale con bandiere e canzoni partigiane

– h 10.30: RITROVO A SUSA PER MANIFESTAZIONE POPOLARE FINO A VENAUS,
spezzone antifascista con striscione “Partigiani e Antifascisti a fianco del Movimento NO TAV” con bandiere e foulard partigiani

 

“… ai nostri posti ci troverai, popolo serrato attorno
al Monumento che si chiama ORA E SEMPRE RESISTENZA!”
[Piero Calamandrei]

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Messaggio ANPI di saluto al tribunale Permanente dei Popoli 5-8 novembre 2015

Posted by anpinizzalingotto su 5 novembre 2015

Torino, Val Susa, 5 novembre 2015

“Vivo, sono Partigiano, perciò odio chi non parteggia. Odio gli indifferenti.”
Antonio Gramsci, 1917

Noi Partigiani e Antifascisti delle Sezioni ANPI di Grugliasco, Bussoleno-Foresto-Chianocco, Condove, V Circoscrizione di Torino, Nizza Lingotto di Torino, Sant’Ambrogio di Torino abbiamo appreso che il Tribunale dei Popoli, organismo internazionale erede del Tribunale Russel, sarà ospite per la seconda volta a Torino tra il 5 e l’8 novembre, per una grande iniziativa riguardante i diritti e la libertà, di ispirazione diretta agli alti valori espressi nella Costituzione antifascista, nata dalla Resistenza.

Da tempo anche noi dell’ANPI denunciamo la violazione dei diritti fondamentali e la sospensione della democrazia in Val di Susa: la sostituzione del confronto con la repressione, l’esclusione dei cittadini e delle istituzioni locali dai processi decisionali, la partecipazione popolare negata, la militarizzazione del territorio e la criminalizzazione del dissenso sono fatti che ci preoccupano sempre di più, unitamente alla devastazione del paesaggio e delle nostre montagne che tanto hanno dato alla causa della Resistenza partigiana.

Consideriamo la Vostra iniziativa importante e autorevole, meritoria di profonda attenzione anche da parte nostra, per aggiornarci e comprendere meglio l’attuale stato delle pratiche di democrazia e di violazione dei diritti da parte delle istituzioni.

Giungano al Tribunale dei Popoli, agli organizzatori e ai partecipanti i nostri più calorosi e fraterni saluti antifascisti.

Firmato Sezioni ANPI:

– Grugliasco
– Bussoleno-Foresto-Chianocco
– Condove
– V Circoscrizione (Torino)
– Nizza Lingotto (Torino)
– Sant’Ambrogio di Torino
– Nichelino

ANPI_logo

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20150221 – Sezioni ANPI a fianco del Movimento NOTAV

Posted by anpinizzalingotto su 16 febbraio 2015

“Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”
[Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917]

Torino, 21 Febbraio 2015
Manifestazione Nazionale NO TAV
Sezioni A.N.P.I. per la Costituzione, i diritti e i beni comuni:
a fianco del Movimento NO TAV

Siamo antifascisti iscritti all’A.N.P.I. e per noi la Resistenza non può ridursi a parole retoriche e stanchi rituali, oggi distanti dalle lotte sociali. La crisi che stiamo affrontando è economica, ecologica, sociale e politica, ma anche di valori e noi siamo convinti che la si possa affrontare solo nella partecipazione diretta alle decisioni che riguardano il territorio per un concreto riconoscimento dei diritti umani e costituzionali.

La rivendicazione dei diritti è una lotta per la difesa dei beni comuni naturali e dei beni comuni sociali: per questo siamo vicini al  Movimento NO TAV. Vogliamo acqua pubblica, terra e aria pulita, vogliamo lavoro, scuola, casa, sanità, diritti civili accessibili per tutti, un ambiente sano dove crescere i nostri figli, perché solo così avremo pace, libertà, giustizia, uguaglianza e democrazia realizzate di fatto.

Ancora una volta saremo dunque al fianco del Movimento NO TAV, un movimento di resistenza a cui riconosciamo la funzione costituzionale di presidio della democrazia. La criminalizzazione del Movimento NO TAV si inserisce in un contesto più ampio di una preoccupante deriva antidemocratica, che definisce eversivi e terroristi tutti coloro che si battono per un modello di sviluppo diverso, più sostenibile, più umano.

Manifesteremo contro la militarizzazione della Valle di Susa, contro le intimidazioni mafiose, contro lo spreco di denaro pubblico, contro la repressione anche giudiziaria del dissenso. Repressione che ricorda da vicino quella del ventennio fascista quando gli antifascisti conobbero i tribunali politici che puntualmente li condannarono alla galera, al confino, al martirio. Oggi le sentenze comminate al Movimento NO TAV ci riportano nuovamente a quei momenti di ingiustizia e di tragedia.

Manifesteremo per un lavoro utile e dignitoso, per ospedali-scuole-trasporti pubblici efficienti, per la cura del territorio e del paesaggio, per il rispetto della Costituzione.

Esprimiamo la nostra vicinanza a tutti i compagni e le compagne che vengono colpiti da provvedimenti giudiziari iniqui e sproporzionati solo perché si battono in difesa dei beni comuni. L’A.N.P.I. sta dalla parte di chi lotta per il progresso e i diritti costituzionali, si schiera contro la repressione e la criminalizzazione del dissenso e a fianco di tutti coloro che oggi lottano con lo spirito proprio della Guerra di Liberazione e per la concreta realizzazione di una società altra e possibile.

Chi semina terrore, repressione e violenza, raccoglie dissenso e rivolta.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!!!

UGO BERGA – Commissario politico 106° Brigata Garibaldi “G. Velino”
FRANCO GIRIBALDI – Partigiano 42° Brigata Garibaldi “Walter Fontan”
MARIO SOLARA – Partigiano 42° Brigata Garibaldi “Walter Fontan”

A.N.P.I. sez. “F. Ferrario – G. Peirolo” Bussoleno-Foresto-Chianocco – Torino
A.N.P.I. sez. “68 Martiri” Grugliasco – Torino
A.N.P.I. sez. “G. Perotti – A. Appendino” Nizza-Lingotto – Torino
A.N.P.I. sez. Sant’Ambrogio di Torino – Torino
A.N.P.I. sez. “M. Jannon” Condove-Caprie – Torino
A.N.P.I. sez. “Brigata Ismene” Malo – Vicenza
A.N.P.I. sez. “Baroni-Franchetti-Ballario-Rolando” V Circoscrizione – Torino
A.N.P.I. sez. “Renato Biagetti” Roma

RENZO OLIVA – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
PAOLO LUCENTI – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
MATTEO ZUCCALA’ – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
FRANCESCO ZUCCALA’ – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
MAURA ROBBA – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
MAURIZIO PICCIONE – A.N.P.I. sez. Vaie-Sant’Antonino – Torino
ELENA MASONI – A.N.P.I. sez. Vaie-Sant’Antonino – Torino
ROBERTO BORRI – A.N.P.I. sez. Martinetto – Torino
FABRIZIO PEROTTINO – A.N.P.I. sez. Martinetto – Torino
FRANCESCO MARTOCCIA – A.N.P.I. sez. Martinetto – Torino
ANNA ROBERTI – A.N.P.I. sez. Martinetto – Torino
GIULIA RICCI – A.N.P.I. sez. Nichelino – Torino
ILARIA MARDOCCO – A.N.P.I. sez. Nichelino – Torino
PAOLO MAGNANO – A.N.P.I. sez. Leinì – Torino
LORETTA DELUCA – A.N.P.I. sez. Leinì – Torino
LUCA BARDINO – A.N.P.I. sez. Nole – Torino
FEDERICA BARDINO – A.N.P.I. sez. Nole – Torino
FRANCESCO GENNACARO – A.N.P.I. sez. Nole – Torino
ALMA PESCE – A.N.P.I. sez. Nole – Torino

colpevolidiresistere

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20150119 – Fermarci è impossibile

Posted by anpinizzalingotto su 13 gennaio 2015

19 GENNAIO 2015  – ore 21 @ Circolo Dravelli

Proiezione del documentario “Fermarci è impossibile” e dibattito con avvocati del Collegio di Difesa NOTAV.

Il Circolo Dravelli si trova in Strada Praciosa 11 a Moncalieri (Zona P.zza Bengasi).

Per approfondire: DOSSIER ANPI – NOTAV

fermarcieimpossibile4

 

 

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20140222 – L’ANPI alla Manifestazione NOTAV di Torino

Posted by anpinizzalingotto su 19 febbraio 2014

La sezione ANPI “G. Perotti MAVM – A. Appendino”  di Nizza Lingotto sarà ancora una volta in piazza a fianco del Movimento NOTAV, per i diritti costituzionali e contro la militarizzazione del territorio.
APPUNTAMENTO
Sabato 22 Febbraio 2014
ore 13
Piazza Nizza (Torino)

Manifestazione NOTAV di Torino 20140222

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20140213 – ASSEMBLEA INFORMATIVA PUBBLICA: Notav – Le ragioni del NO e l’emergenza democratica

Posted by anpinizzalingotto su 5 febbraio 2014

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La sezione ANPI “G. Perotti MAVM – A. Appendino” di Torino, Nizza Lingotto

organizza

NOTAV: Le ragioni del NO e l’ EMERGENZA democratica

ASSEMBLEA PUBBLICA

Interventi di:

Luca Giunti (Tecnico Comunità Montana Val di Susa)
Claudio Giorno (Movimento NOTAV)
Sandro Plano (Presidente Comunità Montana Val di Susa)
Paola Meinardi e Mario Solara (ANPI Bussoleno)

– Ingresso libero-

Giovedì 13 Febbraio 2014 h21
Casa del quartiere Barrito
Via Tepice 23/c Torino

Mappa: http://goo.gl/maps/bkfnc

Evento FB: https://www.facebook.com/events/283122615179653

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20140127 – L’ANPI contro la violenza, l’autoritarismo e l’ingerenza strumentale dei partiti. Sempre a fianco di chi lotta per la Costituzione!

Posted by anpinizzalingotto su 27 gennaio 2014

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L’A.N.P.I. ha il dovere di schierarsi:

  • contro la violenza, ma ciò non significa confondere aggressori e aggrediti, e soprattutto non significa cadere nella trappola della solidarietà strumentale agli aggressori e alla loro corte;
  • contro la militarizzazione del territorio della Val Susa e i metodi autoritari, violenti e intimidatori impiegati dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine per reprimere il legittimo dissenso dei valsusini, mediante la sospensione della democrazia e dei diritti sanciti nella Costituzione;
  • contro le scelte e le posizioni autoritarie e violente di chi sostiene la repressione dei movimenti antifascisti in lotta per i diritti civili e sociali, definendoli “eversivi” e “terroristi”, per proseguire a garantire privilegi e profitti ai potenti. Ci opporremo sempre a tutti coloro che – spesso appartenenti al PD – vorrebbero trasformare l’A.N.P.I. in una costola del loro partito, strumentalizzando l’A.N.P.I. per poter legittimare davanti all’opinione pubblica le scelte autoritarie e incostituzionali del proprio partito.

Non tollereremo più alcuna ingerenza da parte delle forze politiche nei confronti dell’A.N.P.I., men che meno da chi si ostina a definirsi antifascista contraddicendosi sia nelle scelte politiche del proprio partito e sia nel rapporto autoritario e strumentale attuato all’interno della nostra Associazione. Noi dell’A.N.P.I. rinnoviamo l’impegno antifascista e ci schieriamo pubblicamente al fianco di tutti coloro che oggi, al netto di impropri parallelismi e assurdi richiami al terrorismo, lottano con lo spirito della Guerra di Liberazione per la concreta realizzazione di una società altra e possibile.

Direttivo Sezione A.N.P.I. “G. Peirolo – F. Ferrario” Bussoleno – Foresto – Chianocco (TO) Comitato di Sezione A.N.P.I. “G. Perotti MAVM – A. Appendino” di Torino, Nizza Lingotto (TO) Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco (TO)

L’ANPI contro la violenza, l’autoritarismo e l’ingerenza strumentale dei partiti

Sempre a fianco di chi lotta per la Costituzione

Compagne e compagni,

È ormai evidente che l’A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Ente Morale dal 1945, deve resistere non solo dagli attacchi esterni dei suoi nemici storici, ma anche dagli attacchi interni della sua componente conservatrice e governativa. Il rischio consiste nel diventare sempre più ostaggio – cioè strumento – nelle mani di coloro, spesso appartenenti al PD, che vorrebbero criminalizzare e spazzare via chiunque non la pensi come loro, una provocazione inaccettabile, di natura politica-repressiva, che ripropone il modus operandi della dolorosa esperienza storica cui ha posto fine la Resistenza delle donne e degli uomini che nel 1943-1945 scelsero di unirsi ed organizzarsi per lottare e costruire un futuro migliore.

Vogliamo essere chiari e diretti: se alcune forze politiche o loro componenti hanno intenzione di “militarizzare” l’ANPI con i propri soldati della politica, così come altri soldati hanno militarizzato la Val di Susa, sappiano che ci opporremo sempre a tutti coloro che vorrebbero trasformare l’ANPI in una costola della loro forza politica di riferimento, magari strumentalizzando l’ANPI per poter legittimare davanti all’opinione pubblica le scelte autoritarie e incostituzionali del proprio partito.

La misura è ormai colma.

Noi non tollereremo più alcuna ingerenza e alcuna strumentalizzazione, da parte delle forze politiche e a qualunque livello, nei confronti della nostra Associazione, men che meno da chi si ostina a definirsi antifascista contraddicendosi sia nelle scelte politiche del proprio gruppo e sia nel rapporto autoritario e strumentale attuato all’interno della nostra Associazione: per questo motivo muoveremo una battaglia culturale in ogni sede e in ogni contesto contro le scelte e le posizioni di chi sostiene la repressione dei movimenti antifascisti in lotta per i diritti civili e sociali, definendoli “eversivi” e “terroristi”, per proseguire a garantire privilegi e profitti ai potenti.

Il Movimento NO TAV non è né terrorista, né eversivo, queste sono le stesse accuse che hanno subìto alcune compagne e compagni della Sezione ANPI di Bussoleno nell’estate del 2013, un accanimento giudiziario e poliziesco che accusandoli di “eversione” e “terrorismo” ha dato mandato alle forze dell’ordine di sequestrare i loro indumenti con i simboli antifascisti dell’ANPI, inclusi i foulard rossi della 42° Brigata d’Assalto Garibaldi “Walter Fontan”.

Adesso basta! L’ANPI non cadrà nella trappola della “strategia della tensione”, progettata e costruita dai poteri forti, per distruggere ogni alternativa al loro dominio e ogni ostacolo al loro desiderio di profitto.

Possiamo essere ignorati, derisi, controllati, spiati, repressi, emarginati, arrestati, ma i simboli di vita, libertà, giustizia, fratellanza, pace e dignità che portiamo tanto sui foulard dell’ANPI e nella militanza quotidiana – anche nel Movimento NO TAV – non possono essere cancellati: perché i simboli della Resistenza antifascista rappresentano un’idea universale che combina memoria del passato, guida del presente e progetto di futuro.

Questa è la sintesi della nostra Costituzione: uniti nella diversità, verso obiettivi comuni e sulla base di valori imprescindibili.

I mandanti di tale attacco alla libertà personale e associativa stanno tentando di recidere le radici storiche del ribellismo di una vallata che si è sempre opposta ai tanti, troppi colpi del potere costituito contro il suo ecosistema sociale e naturale; una vallata che sa ribellarsi praticando la democrazia diretta, la partecipazione popolare e la lotta nonviolenta; una vallata che si ribella senza contrapporsi alle istituzioni in quanto tali ma includendole nella sua lotta.

Coloro che hanno deciso, eseguito e giustificato questa aggressione hanno voluto colpire un punto di riferimento importante per il territorio e la popolazione, un gruppo di persone che lavora per tramandare e rafforzare il legame ideale e materiale che la Val Susa ha con il proprio passato, uomini e donne che insieme e per gli altri hanno scelto di unirsi, organizzarsi e lottare perché credono che solo ricordando e perpetuando questo legame è possibile costruire un futuro migliore.

Ci ricordiamo di coloro che definivano “ribelli” e “terroristi” i Partigiani e le Partigiane: erano quegli stessi che riempivano le prigioni, le sale di tortura, i campi di concentramento e i forni crematori con gli oppositori politici e le persone ritenute di razza inferiore, cioè chi in quanto diverso era considerato pericoloso e perciò perseguitato per quello che faceva, quello che pensava e quello che era: un nemico, dunque qualcuno da combattere ed eliminare, cancellandolo dalla storia.

Non appartengono al Movimento NO TAV presunti pedinamenti di giornalisti dal dubbio valore civile e morale, o bottiglie con sostanze infiammabili sui pianerottoli di parlamentari che stanno portando la Repubblica alla deriva (economica, civile, morale, istituzionale). È consuetudine ormai addossare ai militanti NO TAV colpe non loro, piuttosto che indagare a fondo sui singoli episodi, riguardanti addirittura persone che tra l’altro, da quanto loro riportato, vivono sotto scorta. Esiste poi una stampa alle dipendenze dei poteri forti che getta continuamente discredito e pratica disinformazione su tutto ciò che riguarda il Movimento NO TAV. Non è forse un caso che l’informazione italiana non sia fra le prime 50 del mondo.

Di certo non si preoccupino i compagni e le compagne della Presidenza del Comitato ANPI Provinciale di Torino: se e quando vedremo terrorismo e atti di terrorismo, li denunceremo così come già facciamo da anni contro la macchina militare, diffamatoria e inquisitoria che si muove contro la Valle di Susa e i suoi abitanti.

Chi sta promuovendo l’attacco agli antifascisti che nell’ANPI non si piegano alle ingerenze del PD? Violento è chi pratica violenza quotidiana servendosi delle istituzioni per fini personali, usando il potere derivante da responsabilità pubbliche, elettive e temporanee per il raggiungimento di interessi privati. I violenti sono coloro che usano la violenza – diretta e indiretta, individuale e strutturata – come sistema di relazioni sociali e politiche, calpestando i diritti di tutti.

I violenti sono gli stessi che, con ruoli istituzionali e a vari livelli, hanno attaccato la Sezione ANPI Nizza Lingotto della IX Circoscrizione di Torino, approvando un vergognoso ordine del giorno di matrice revisionista, reazionaria e antipartigiana; che hanno voluto e conducono la militarizzazione della Val di Susa; che comandano le forze dell’ordine autorizzandole ad aprire il fuoco sui migranti che scappano dalla guerra e dalla povertà; che approvano leggi contrarie alla Costituzione, come ad esempio quelle che hanno consentito la guerra in Afghanistan, in Iraq, in Libia; che decidono i finanziamenti pubblici per le scuole non statali, demolendo il diritto allo studio attraverso la cancellazione progressiva di borse di studio, posti letto per studenti fuori sede, reprimendo i movimenti studenteschi; che compiono la demolizione dei diritti civili e dei lavoratori, che genera precarietà e suscita insicurezza (come l’articolo 18 della Legge 300/70); che continuano la devastazione del paesaggio e la cementificazione, che causano frequenti e disastrose catastrofi ambientali; che pianificano la sistematica subordinazione dei servizi pubblici locali alle logiche del mercato (privatizzazioni, a partire dall’acqua, in aperta violazione della sovranità popolare dei referendum del 12 e 13 giugno 2011); che concedono il riconoscimento da parte della Repubblica ai nazifascisti uccisi sul confine orientale durante la Guerra di Liberazione 1943-1945, definendoli “vittime” e “martiri” con la Legge 92/04; che operano lo stravolgimento dell’articolo 81 della Costituzione, introducendovi l’obbligo del pareggio di bilancio, senza neppure sottoporlo al giudizio sovrano del popolo tramite referendum; che creano i CPT/CIE per immigrati, moderne forme di campi di concentramento dove si viene rinchiusi a causa di ciò che si è anziché per le proprie azioni; che reprimono e criminalizzano ogni lotta sociale e ogni movimento spontaneo di rivendicazione dei diritti e della dignità umana, come i comitati per l’emergenza sfratti e il diritto all’abitare; che impoveriscono la cultura e la formazione dei cittadini, strumento di pace, in favore delle spese militari e dei mezzi di guerra; che svuotano le istituzioni repubblicane del loro ruolo e delle loro funzioni di presidio costituzionale in favore degli interessi delle banche e dei grandi gruppi di potere finanziario; che impongono leggi elettorali aberranti e incostituzionali che falsano la proporzionalità del risultato del voto popolare, utilizzando distorsioni quali l’impedimento ad esprimere preferenze, premi di maggioranza e soglie di sbarramento sempre più alte.

I violenti sono gli stessi che in questi anni – nelle forze politiche di maggioranza e all’opposizione, nei consigli di amministrazione della banche e delle industrie pubbliche e private, nei salotti e nei clubs – stanno portando a termine il progetto piduista di indebolimento e distruzione della Costituzione, ultimo baluardo di difesa contro la deriva autoritaria e la repressione politica organizzata su scala di massa.

I violenti sono gli stessi che vorrebbero trasformare la nostra Repubblica da parlamentare a presidenziale, eseguendo a livello nazionale gli ordini dei finanzieri internazionali (come auspicato dalla J.P. Morgan), attaccando la Costituzione mediante lo svuotamento del suo contenuto e cancellando oltre un secolo di conquiste del movimento dei lavoratori e di lotte popolari contro l’oppressione.

I violenti sono gli stessi che cancellano la democrazia dai luoghi di lavoro con l’esclusione della rappresentanza dei lavoratori costituzionalmente disciplinata, accettando solo quelle organizzazioni sindacali che si piegano all’arroganza e alla prepotenza del potere economico e finanziario, emarginando ancora una volta chi non è concorde e chiede il concreto rispetto della Costituzione.

I violenti sono gli stessi che negano la presenza in Valle Susa delle organizzazioni criminali di stampo mafioso (Bardonecchia primo comune del nord Italia commissariato per mafia nel 1995) e il legame tra queste ed alcune aziende coinvolte nella questione TAV.

È ora di riconoscere la violenza e di porvi fine, organizzando la controffensiva contro quanti vorranno proseguire a garantire i privilegi di pochi ai danni del bene comune, contro quanti continuano a mascherare la lotta per la democrazia e i diritti costituzionali di tanti comitati cittadini dietro le accuse di eversione e terrorismo.

Noi consideriamo eversione e terrorismo affrontare il conflitto sociale – di cui la Costituzione è garante, regolatrice e risolutrice – come una questione di ordine pubblico, per sostituire il dialogo e il confronto con il manganello in casa e la guerra imperialista all’estero; far assurgere il razzismo a principio del proprio agire politico e istituzionale, o sostenere in qualsiasi modo organizzazioni neofasciste come Casapound e Forza Nuova; allontanare sempre più dalla pensione intere generazioni di lavoratori e gettare nella disoccupazione e nella mala-occupazione milioni di persone con la semplice firma di una legge o la non firma di un contratto, schiacciando un pulsante da uno scranno in Parlamento o dalla tastiera di un ufficio di consulenza, determinando macelleria sociale e aizzando la guerra tra poveri.

Non sono forse queste le autentiche eversioni, l’autentico terrorismo, la vera violenza? Non sono forse loro gli eversori e i terroristi, coloro che sono volontariamente colpevoli dell’impoverimento, istupidimento, divisione e sottomissione dei cittadini sempre più preoccupati, confusi e spaventati?

Per queste ragioni, compagne e compagni della Val di Susa, siamo con voi e con il vostro percorso di lotta civile, culturale e nonviolento.

Siamo convinti che quella attuale sia una fase reazionaria in sviluppo costante: il Governo e la maggioranza del Parlamento, con il silenzio del Presidente della Repubblica, si apprestano a irreggimentare e ostacolare il diritto dei cittadini ad organizzarsi in associazioni, movimenti e collettivi di protesta.

Seguirà inevitabilmente l’estensione e l’inasprimento del controllo e della repressione verso tutti i soggetti antifascisti oggi attivi in Italia – movimenti per l’acqua bene comune, movimenti studenteschi e gruppi di lavoratori in lotta, organizzazioni sindacali e di partito che si ispirano ai valori della Resistenza, ong militanti, comitati locali, Movimenti NO TAV, NO MUOS, NO DAL MOLIN, parrocchie, collettivi, centri sociali, associazioni di volontariato, ecc.

Siamo di fronte, già oggi, all’aggressione violenta ad ogni opposizione sociale e alla criminalizzazione di ogni dissenso.

L’ANPI non può sostenere in alcun modo e con nessuna sfumatura queste posizioni, anzi, deve attrezzarsi, aggiornarsi e organizzarsi per contrastarle, nel pieno rispetto dello Statuto nazionale.Nella campagna di mobilitazione in difesa della Resistenza e della Costituzione, è naturale che l’ANPI stringa e rinnovi alleanza con tutti i soggetti antifascisti e in lotta per i diritti costituzionali e sociali, incluso il Movimento NO TAV, come già indicato anche dal Partigiano Don Andrea Gallo.

Perciò, oggi più che mai tutti questi soggetti antifascisti devono lavorare insieme per unire le proprie forze, sia per coordinarsi e acquisire nuova consapevolezza come “continente” e non più “arcipelago”, sia per moltiplicare le esperienze e sia per fornire ai propri militanti una più ampia e profonda interpretazione della realtà dei fatti: realtà oggi nascosta, manipolata e deformata dai mezzi di comunicazione in funzione degli interessi dei mandanti, anziché del popolo sovrano.

Oggi più che mai, è necessario ampliare il fronte di mobilitazione, unica possibilità di aumentare la partecipazione dei cittadini alle lotte esistenti sui nostri territori: è una questione di libertà e di democrazia.

A questo fine, anche all’interno dell’ANPI, dobbiamo sviluppare una “coscienza di rete”, per maturare la militanza antifascista come un percorso di formazione permanente nella lotta: bisogna coinvolgere attivamente più cittadini possibili per riconquistare i diritti perduti in questi anni di restaurazione autoritaria della vita collettiva, fondata sulla trasformazione dei cittadini in sudditi consumatori, silenziosi e inconsapevoli perpetuatori delle logiche del mercato, anche in violazione dei diritti fondamentali degli esseri umani e senza alcuna cura dell’equilibrio naturale dell’ecosistema Terra, a cui il Club di Roma guidato da Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torinese che subì le torture nel famigerato carcere di via Asti, aveva già messo in guardia il mondo nel 1968 con gli studi pubblicati nel libro “I limiti della crescita” e che oggi si stanno inesorabilmente realizzando.

Siamo in emergenza economica, sociale, culturale, ambientale e civile: ogni ambito della nostra esistenza – materiale e spirituale, personale e territoriale, lavorativo e familiare, individuale e collettivo – è attraversato e permeato dalle contraddizioni dell’incertezza e dall’insicurezza: ecco perché il degrado morale e intellettuale dilaga ed è in aumento la diffidenza e l’allontanamento dalla politica e dalle istituzioni.

È tempo di abbandonare ogni ambiguità e reticenza, inaugurando una nuova stagione di lotta antifascista senza collusioni con i portavoce del potere e i responsabili del disastro economico, culturale, sociale e politico in cui versa la Repubblica.

È giunta l’ora di schierarsi e di parteggiare per la libertà, la Costituzione, la democrazia, per riconquistare la sovranità popolare.

La riscossa del nostro popolo sarà possibile solo mediante la scoperta, la difesa e la riappropriazione dei beni comuni, praticando una nuova resistenza nonviolenta che tragga linfa vitale dalla memoria della Guerra di Liberazione dal nazifascismo e dall’impegno militante antifascista nei presidi sui territori e nella comunità che già stanno combattendo.

Noi dell’ANPI rinnoviamo l’impegno antifascista e ci schieriamo pubblicamente al fianco di tutti coloro che oggi, al netto di impropri parallelismi e assurdi richiami, lottano con lo spirito della Guerra di Liberazione per la concreta realizzazione di una società altra e possibile.

Chi semina terrore e violenza, raccoglie dissenso e rivolta.

Abbiamo l’arma più potente dalla nostra parte, la Costituzione antifascista: deve ancora essere attuata, usiamola, rendiamola fatto compiuto; non permettiamo ai comitati d’affari che siedono in Parlamento – e per effetto cascata, nei nostri territori periferici – di portarcela via eseguendo gli ordini di chi vorrebbe il ritorno dell’autoritarismo e della dittatura al potere in tutta l’Europa.

Noi siamo per lottare uniti nel rispetto delle reciproche diversità.

Abbiamo da guadagnarci tutto un mondo.

Fraterni saluti, un abbraccio caloroso!

Nella memoria l’esempio, nella lotta la pratica!

Firmato:

Direttivo Sezione A.N.P.I. “G. Peirolo – F. Ferrario” Bussoleno – Foresto – Chianocco

Comitato di Sezione A.N.P.I. “G. Perotti MAVM – A. Appendino” di Torino, Nizza Lingotto

Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco

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20131111 La sezione ANPI alla manifestazione NOTAV del 16 Novembre 2013

Posted by anpinizzalingotto su 12 novembre 2013

L’attacco che la feccia governtiva, occupante illegittimamente il Parlamento, sta portando al popolo della Val Susa non può lasciarci indifferenti e silenziosi.
La sezione ANPI “G Perotti MAVM – A. Appendino” sarà sempre al fianco di coloro che intendono presidiare la democrazia per realizzare la Costituzione; un solo passo indietro significherebbe lasciare spazio a chi attenta da tempo alla sovranità del popolo nata dalla lotta di Liberazione.
Il 16 novembre 2013 saremo al fianco di chi resiste e lotta per la libertà, la democrazia, la Costituzione.

Guido Carbi, nome di battaglia “Guido”, Partigiano combattente della 17° Brigata d’Assalto Garibaldi “Felice Cima”, distaccamento “Mondiglio”, zona di operazione Valle di Susa e Col del Lys, al presidio NO TAV di Borgone, estate 2005.

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20130918 Comunicato Su Pubblicazione neofascista Di Massimo Numa

Posted by anpinizzalingotto su 18 settembre 2013

Torino, 18 Settembre 2013

Le sottoscritte Sezioni A.N.P.I., Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Ente Morale con Decreto Luogotenenziale 224 del 5 aprile 1945, presa conoscenza del libro “La Stagione del Sangue” a firma di Massimo Numa, cronista de La Stampa, DENUNCIANO l’evidente impronta neofascista dei contenuti espressi nel volume.

Per gli iscritti A.N.P.I., come per tutti gli antifascisti, non possono passare inosservate la palese denigrazione della Resistenza e l’altrettanto evidente apologia della RSI, stato fascista satellite del Terzo Reich nazista, a partire dalla dedica iniziale dell’autore a un fascista repubblichino della Divisione San Marco, addestrata in Germania e dal 1944 impiegata al fianco dei nazisti contro i Partigiani, nel più ampio progetto di guerra imperialista e razzista dei nazifascisti, portato avanti attraverso l’eliminazione di massa degli ebrei e degli antifascisti nelle camere a gas dei campi di sterminio disseminati in mezza Europa.

Per molti non è una sorpresa: al di là delle opinioni personali, il cronista infatti si è sempre distinto per acrimonia, faziosità ed estremo livore nei suoi scritti e nei suoi comportamenti pubblici nei confronti di ogni protagonista delle lotte sociali sul nostro territorio, fossero essi immigrati, occupanti di case, attivisti viola, NO TAV, no inceneritore, antinuclearisti o altri.

Significativamente, di recente non ha avuto ritegno nell’associare fotografie di iscritti A.N.P.I. valsusini ad un articolo che richiamava vaghe minacce terroristiche, definendo ancora una volta gli antifascisti e i Partigiani quali “terroristi” ed “eversivi”, termini utilizzati dai nazifascisti durante la Guerra di Liberazione 1943-1945 per definire i combattenti Partigiani e ripresi oggi dai loro eredi neofascisti nei confronti di tutti coloro che animano le lotte sociali, per la difesa della Costituzione e dei beni comuni.

Ogni antifascista ed ogni democratico si può ora chiedere come sia possibile che un tale individuo sia compatibile con un giornale come La Stampa che ha avuto tra i suoi collaboratori Arrigo Levi, Norberto Bobbio e Alessandro Galante Garrone, oltretutto nella cronaca di Torino, Città Medaglia d’Oro per la Resistenza.

CHIEDIAMO quindi un’esplicita presa di posizione dell’editrice La Stampa e l’allontanamento di Massimo Numa dalla redazione Cronaca.

CHIEDIAMO agli intellettuali antifascisti, alle forze politiche ed a tutti i sinceri democratici di associarsi alla nostra denuncia e di pronunciarsi in merito.

 

Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco (TO)

Sezione A.N.P.I. “G. Perotti MAVM – A. Appendino” Nizza-Lingotto di Torino

Sezione A.N.P.I. “Boris Bradac” di Chivasso (TO)

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