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A.N.P.I Sez. "G. Perotti – A. Appendino" Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia (Torino)

Posts Tagged ‘Carta Costituzionale’

In merito all’adesione dell’ANPI Nazionale alla “Marcia per l’Europa”

Posted by anpinizzalingotto su 22 marzo 2017

La segreteria nazionale dell’ANPI, con lettera del 14 Marzo 2017, ha dato adesione alla “Marcia per l’Europa” che si terrà in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma.

Condividiamo le preoccupazioni espresse nella lettera della Segreteria Nazionale che sottolineano alcune criticità nei confronti di quest’Unione ma riteniamo doveroso domandare

– Come si può manifestare per un’Unione Europea che pratica politiche economiche antipopolari al fine di garantire la “stabilità dei prezzi” usando “un’economia sociale di mercato fortemente competitiva” (art 3 TUE) ?

– Come si può marciare per un’Unione Europea i cui membri praticano politiche imperialiste e guerrafondaie intervenendo militarmente negli affari esteri in netto contrasto con l’art. 11 della nostra Costituzione?

– Come può l’ANPI essere a favore di un’Unione Europea che da sostegno politico ad un governo golpista, quello di Kiev, che si serve di battaglioni nazifascisti che sedare nel sangue le rivolte dei popoli del Donbass?

Per tali motivi sarebbe stato più opportuno declinare l’invito ed anzi aprire una seria discussione all’interno dell’associazione sulla natura dell’UE, partendo dal contenuto dei trattati fondativi e dei valori ivi espressi in rapporto ai dettami della Costituzione frutto della lotta Partigiana.

Non è sottostando ad un’Unione, prima di tutto economica, che si raggiunge il benessere tanto auspicato per i popoli, ma praticando l’internazionalismo che animò le formazioni partigiane ed i combattenti antifascisti, dalla Guerra di Spagna all’abbattimento del Nazifascismo!

C’è però una cosa che condividiamo dell’iniziativa del 25 Marzo di piazza della Bocca della Verità a Roma è il termine “Marcia” accostato ad Europa, ma non nel senso inteso come “voce del verbo marciare”, bensì nell’accezione dell’aggettivo della lingua italiana “Guasta moralmente, degenerata, corrotta”!

Torino, 22 Marzo 2017

il Comitato di Sezione ANPI Nizza Lingotto
“G. Perotti MAVM – A. Appendino”

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Teresa Noce: Rivoluzionaria professionale

Posted by anpinizzalingotto su 13 dicembre 2016

Lunedì 19 Dicembre 2016
ore 21 @ Circolo Da Giau

presentazione del libro
“Teresa Noce: Rivoluzionaria professionale”

RedStar Press e Edizioni Rapporti Sociali

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Incontro e dibattito con gli editori

e con Claudia Marcolini (autrice della post-fazione del libro)

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#Referendum Costituzionale 2016 – Volantinaggi ai mercati per il #NO!

Posted by anpinizzalingotto su 21 ottobre 2016

Il 4 Dicembre i cittadini italiani saranno chiamati alle urne in occasione del #Referendum sulle modifiche alla Costituzione volute dal Governo Renzi.

Non nascondiamo il fatto che tali riforme disegnano una deriva autoritaria e reazionaria funzionale agli interessi delle potenze economiche nazionali e internazionali in perfetta continuità con l’offensiva antipopolare portata avanti da questo governo.

Il reale obiettivo di queste nuove riforme peggiorative della Costituzione è quello di adeguare le istituzioni statali alle necessità dell’oligarchia finanziaria, rendendole più funzionali all’intensificazione del loro attacco che sta demolendo le libertà e diritti sociali e democratici a partire dai luoghi di lavoro con la limitazione del diritto di sciopero e libertà di organizzazione sindacale dei lavoratori, l’applicazione spietata del Jobs Act, la precarizzazione e flessibilizzazione dei rapporti lavorativi con maggiori soprusi padronali per incrementare lo sfruttamento e l’oppressione, la rapida attuazione delle direttive dell’UE, così come la demolizione dei servizi pubblici, l’attacco al diritto alla casa, alla sanità e istruzione pubblica.

La Sezione ANPI Nizza Lingotto continua la propria mobilitazione per sensibilizzare la cittadinanza del quartiere distribuendo materiale informativo e invitando a votare #NO

  • Sabato 29 Ottobre – Mercato di Corso Spezia
  • Sabato 5 Novembre – Mercato di Piazza Guala
  • Sabato 12 Novembre – Mercato di Corso Spezia
  • Sabato 19 Novembre – Mercato di Via O. Vigliani
  • Sabato 26 Novembre – Mercato di Piazza Guala

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25 Aprile 2016 – Intervento al cippo Partigiano

Posted by anpinizzalingotto su 3 maggio 2016

640x426-018Care compagne e compagni, negli ultimi anni è in corso un grave attacco da parte dei poteri forti contro le masse popolari. E’ un attacco inedito sia nella durezza che nell’efficacia vista la mancanza di adeguate difese.

Banche internazionali ed agenzie di rating dettano l’agenda delle cosiddette riforme, stravolgendo il senso della Costituzione ed in netto contrasto con i valori della Lotta di Liberazione.

E’ triste notare il fatto di come le istituzioni siano completamente subordinate alle esigenze del mercato e dei poteri economici dominanti. Lo è l’Unione Europea che ha come finalità Costituzionale la stabilità dei prezzi e la competitività economica, lo è la nostra Repubblica con l’adozione del “Pareggio di Bilancio”.

E’ quindi sempre più evidente come, oltre alla repressione del dissenso e del conflitto sociale -dalla val di susa agli sgomberi delle occupazioni abitative – vengano man mano ristretti anche gli spazi di mediazione e rappresentanza democratica.

E’ già successo con la cancellazione delle provincie, lo è oggi con il ritorno all’accentramento del governo cittadino e la riduzione del numero di circoscrizioni, lo sarà domani con la riforma del Senato, togliendo ai cittadini la possibilità di eleggerne i componenti.

Di fronte a noi si apre quindi una nuova battaglia che deve vedere la nostra associazione e tutti i sinceri democratici in prima fila.

640x426-107Molte sezioni ANPI sono già attive con i comitati referendari contro quest’ulteriore stravolgimento della Costituzione da parte del governo Renzi e del Partito Democratico. Ora nel nostro quartiere dobbiamo iniziare a fare la nostra parte.

I referendum sono di per sé un grande strumento di democrazia.
Nella storia del nostro paese sono stati più volte una leva per spostare i rapporti di forza nella società a favore delle classi popolari ma non possiamo pensare che possano essere un espediente per bypassare con uno schiocco di dita il problema della mancanza di incisività delle lotte.

Senza gli adeguati rapporti di forza, i referendum, nella migliore delle ipotesi vengono disattesi, come è successo per l’acqua pubblica, oppure, purtroppo come è successo recentemente, non raggiungono il risultato previsto, creando ulteriore sconforto e delusione.

Nello spirito di coloro che alla caduta del fascismo non rimasero con le mani in mano aspettando l’arrivo degli alleati o chissà chi, occorre quindi mobilitarsi in prima persona, lottare e organizzarsi.

E’ più che mai necessaria questa mobilitazione contro la riforma costituzionale del governo Renzi, ma tocca a noi interpretare questo referendum come un momento di lotta e accumulazione delle forze, affinché la mobilitazione non si fermi all’apposizione di una firma o di una X su una scheda elettorale.

Occorre ancora una volta far nostro l’esempio di quei giovani i cui nomi possiamo leggere su tante lapidi come questa.640x426-124

Perché ancora oggi, per costruire una società più giusta, c’è bisogno di una lotta di Liberazione.

Concludo con le parole di Pietro Secchia:

«NOI sappiamo che sino a quando la Costituzione repubblicana non sarà applicata in tutte le sue parti, non potremo considerare realizzato il programma della Resistenza.
Per questo possiamo ben affermare che la Resistenza continua.
Dietro alla bandiera della Resistenza marciano oggi nuove possenti forze, giovani generazioni che aspirano a conquistare il loro avvenire.
Portiamo avanti, portiamo al successo le bandiere della Resistenza.»

W i Partigiani W il 25 Aprile

Torino, 25 Aprile 2016

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Si è concluso il Congresso provinciale dell’ANPI di Torino

Posted by anpinizzalingotto su 17 marzo 2016

ANPI_logo

Si è conclusa la prima fase congressuale dell’ANPI, con il congresso della Sezione ed il congresso Provinciale di Torino.

Parte dei documenti approvati il 30 Gennaio nel nostro Congresso di Sezione sono stati assunti e approvati nel documento Provinciale.

In particolare è stato assunto, nel documento provinciale e come proposta per il Congresso nazionale, il nostro emendamento aggiuntivo contro le politiche economiche di austerità e per la centralità del lavoro e dei diritti sociali contro i poteri del mercato e dell’economia. Oggi il documento provinciale è integrato a pagina 21 dal seguente periodo aggiuntivo:

“In particolare va riaffermato il principio che la centralità del lavoro e dei diritti sociali connesso alla vita dignitosa dei lavoratori non possono essere subordinati ad una politica di austerità e stabilità dei prezzi e di riduzione del costo e dei diritti del lavoro nei soli interessi dei maggiori poteri economici, al fine di non frustrare i principi fondamentali di eguaglianza formale e sostanziale di cui agli art. 2 e 3 Cost nonché il principio di cui all’art. 41 per cui la libera iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale od in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Il risultato non è di poco conto, dal momento che la centralità del lavoro e dei diritti sociali dei cittadini, intesi come prevalenti su qualsiasi interesse privato, consente di dare copertura a tutte le lotte nazionali e del territorio contro il furto dei diritti, per la politiche di emergenza abitativa, contro le grandi opere inutili, per la tutela dei beni comuni nell’interesse della collettività e non dei poteri economici, contro l’emarginazione degli esseri umani, degli immigrati e di chiunque si trovi inghiottito dalle politiche liberticide degli interessi economici privati, per la sicurezza e la dignità del lavoro e dell’ambiente. Per il resto, un nostro rappresentante, siederà nel rinnovato Comitato Provinciale.

Rassegna stampa:

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Buttando via la paura

Posted by anpinizzalingotto su 6 ottobre 2015

buttando4b_bannerLunedì 19 Ottobre ore 21

@ Circolo Dravelli

“Buttando via la paura”

Proiezione e dibattito

I facchini in lotta, il granello nell’ingranaggio che inceppa le multinazionali

Interventi di:

Si.Cobas

ANPI Grugliasco

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GENOVA 2001 Non è finita

Posted by anpinizzalingotto su 30 giugno 2015

A quasi 14 anni di distanza dai fatti, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per tortura per la mattanza messa in atto dalle forze dell’ordine alla scuola Diaz nella notte tra il 21 e il 22 luglio del 2001, durante il G8 di Genova.

Nel frat­tempo 2 compagn* sono in car­cere dal 2012 e ci rimar­ranno ancora per molto, un paio hanno ottenuto i per­messi lavo­ra­tivi, un altro paio risul­tano scom­parsi e gli altri 4 stanno scon­tando la pena con la con­di­zio­nale.

Un totale di 100 anni di condanne per 10 persone, grazie anche all’articolo 419 “deva­sta­zione e sac­cheggio” che da Genova in avanti verrà usato come clava per i pro­ce­di­menti penali contro i movimenti.

 

Mercoledì 8 Luglio ore 21

@ Circolo Dravelli

GENOVA 2001 Non è finita

Proiezione di “La Trappola” e dibattito con gli avvocati Enzo Pellegrin e Gianluca Vitale

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“La Trappola” ricostruisce l’uccisione di Carlo e le violenze efferate compiute sul suo corpo, partendo da tutto ciò che deve essere considerato causa e premessa dell’omicidio (decisioni politiche, comportamento irresponsabile e ingiustificato dei reparti delle forze dell’ordine e in particolare dei reparti speciali dei carabinieri, utilizzo della provocazione organizzata da gruppi assolutamente minoritari, i cosiddetti black bloc). E’ una completa documentazione che consiste di fotografie, filmati, registrazioni telefoniche, teche RAI, testimonianze rese durante le udienze dei processi che sono stati celebrati a Genova.

Per approfondire: http://www.10×100.it

Per dimostrare la propria solidarietà: http://buonacausa.org/genovag8?tab=0

 

 

 

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Sosteniamo la lotta del mondo della scuola contro la proposta di Riforma del Governo Renzi!

Posted by anpinizzalingotto su 12 giugno 2015

A seguito dell’incontro con gli “Insegnanti Arrabbiati” del 22/04/15 e della riunione del Comitato di Sezione del 8/6/15 la Sezione ha deciso di inviare la seguente comunicazione al Collegio Docenti di ogni Istituto Statale della nostra Circoscrizione, per sostenere la lotta del mondo della scuola contro la riforma “Buona Scuola” del governo Renzi.

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Sosteniamo la lotta del mondo della scuola contro la proposta di Riforma del Governo Renzi!

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione Nizza Lingotto di Torino, consultatasi con i propri iscritti, docenti, studenti e lavoratori della scuola:

– considera la riforma “Buona Scuola” lesiva dei diritti dei lavoratori e dei principi sanciti dalla Costituzione, nata dalla Resistenza
– appoggia le modalità di lotta messe in campo, compreso il blocco degli scrutini, affinché venga fermato l’iter di approvazione della proposta di legge!

Questa Riforma viola principi fondamentali della Costituzione, anzitutto l’art. 3, secondo cui è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona e la effettiva partecipazione di tutti i lavoratori , tra cui gli insegnanti, alla organizzazione politica, economica e sociale dello Stato. Contrasta con l’art. 36 secondo cui i docenti hanno diritto a una retribuzione adeguata alla qualità e alla quantità del lavoro svolto e tale da garantire una vita libera e dignitosa. Ma anche l’art. 4 secondo cui lo Stato deve rendere effettivo il diritto al lavoro, e l’art. 33 sulla libertà di insegnamento e sul finanziamento agli enti privati. Contrasta con i principi costituzionali a favore dei quali da sempre l’ANPI si batte.

La Riforma, attribuendo al dirigente scolastico “le scelte didattiche e formative e la valorizzazione delle risorse umane e del merito dei docenti”, viola, nei fatti, il principio della libertà di insegnamento tipica della scuola di Stato, ma anche la meritocrazia.

La Riforma conferma i tagli alla scuola pubblica, alle università statali e a centinaia di migliaia di studenti. L’idea di fondo è quella di assoggettare la scuola alle leggi del mercato e dell’efficientismo, come si è fatto per il lavoro, ridotto ad una merce come le altre. Introduce l’ideologia della competizione in un ambito, quello della formazione, che dovrebbe fondarsi su una logica di collaborazione fra i soggetti che in esso operano. Ma i principi ispiratori della  Repubblica non sono basati sull’utilitarismo, bensì sull’accesso gratuito per tutti all’istruzione, sullo sviluppo dei doveri di solidarietà politica economica e sociale, sul potenziamento della libertà individuale e collettiva, sulla partecipazione alle decisioni collettive.

Raccogliamo e rilanciamo l’appello del magistrato Ferdinando Imposimato che invita:

«tutti gli insegnanti a battersi uniti in difesa della scuola pubblica, ma anche agli studenti perché amino e rispettino i loro insegnanti precari e di ruolo e il sacrificio che essi sopportano giorno per giorno. Gli studenti, i lavoratori e i disoccupati devono scendere in campo accanto agli insegnanti in difesa della scuola pubblica gratuita, della dignità dei docenti e contro l’abbandono scolastico. Guai a spezzare questa unità di docenti studenti e lavoratori, ogni rinnovamento si arresta. Dobbiamo ribellarci e dire un no netto alla riforma liberticida del Governo, che intacca le nostre libertà e la nostra democrazia, e chiedere al Governo di riconoscere il posto di lavoro agli insegnanti precari, una categoria benemerita che tanto fa per i nostri studenti, i diritti violati di quota 96, e perché il governo garantisca stipendi adeguati a insegnanti di ruolo e non di ruolo. Dobbiamo pretendere dal Governo che i miliardi assegnati alle grandi opere, che sono spesso inutili tanto da restare incompiute, veri e propri tangentifici e distruttori dell’ambiente, siano invece destinati alla scuola pubblica, che è pilastro della nostra democrazia, e alle migliaia di precari da stabilizzare»

Esprimiamo il nostro appoggio incondizionato a tutte le componenti della scuola, in primo luogo a insegnanti, maestri , maestre ed educatori, che si stanno mobilitando contro il progetto di Riforma della scuola del governo

Torino, 10/06/2015

ANPI Nizza Lingotto di Torino
“G. Perotti MAVM – A. Appendino”

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20150221 – Sezioni ANPI a fianco del Movimento NOTAV

Posted by anpinizzalingotto su 16 febbraio 2015

“Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”
[Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917]

Torino, 21 Febbraio 2015
Manifestazione Nazionale NO TAV
Sezioni A.N.P.I. per la Costituzione, i diritti e i beni comuni:
a fianco del Movimento NO TAV

Siamo antifascisti iscritti all’A.N.P.I. e per noi la Resistenza non può ridursi a parole retoriche e stanchi rituali, oggi distanti dalle lotte sociali. La crisi che stiamo affrontando è economica, ecologica, sociale e politica, ma anche di valori e noi siamo convinti che la si possa affrontare solo nella partecipazione diretta alle decisioni che riguardano il territorio per un concreto riconoscimento dei diritti umani e costituzionali.

La rivendicazione dei diritti è una lotta per la difesa dei beni comuni naturali e dei beni comuni sociali: per questo siamo vicini al  Movimento NO TAV. Vogliamo acqua pubblica, terra e aria pulita, vogliamo lavoro, scuola, casa, sanità, diritti civili accessibili per tutti, un ambiente sano dove crescere i nostri figli, perché solo così avremo pace, libertà, giustizia, uguaglianza e democrazia realizzate di fatto.

Ancora una volta saremo dunque al fianco del Movimento NO TAV, un movimento di resistenza a cui riconosciamo la funzione costituzionale di presidio della democrazia. La criminalizzazione del Movimento NO TAV si inserisce in un contesto più ampio di una preoccupante deriva antidemocratica, che definisce eversivi e terroristi tutti coloro che si battono per un modello di sviluppo diverso, più sostenibile, più umano.

Manifesteremo contro la militarizzazione della Valle di Susa, contro le intimidazioni mafiose, contro lo spreco di denaro pubblico, contro la repressione anche giudiziaria del dissenso. Repressione che ricorda da vicino quella del ventennio fascista quando gli antifascisti conobbero i tribunali politici che puntualmente li condannarono alla galera, al confino, al martirio. Oggi le sentenze comminate al Movimento NO TAV ci riportano nuovamente a quei momenti di ingiustizia e di tragedia.

Manifesteremo per un lavoro utile e dignitoso, per ospedali-scuole-trasporti pubblici efficienti, per la cura del territorio e del paesaggio, per il rispetto della Costituzione.

Esprimiamo la nostra vicinanza a tutti i compagni e le compagne che vengono colpiti da provvedimenti giudiziari iniqui e sproporzionati solo perché si battono in difesa dei beni comuni. L’A.N.P.I. sta dalla parte di chi lotta per il progresso e i diritti costituzionali, si schiera contro la repressione e la criminalizzazione del dissenso e a fianco di tutti coloro che oggi lottano con lo spirito proprio della Guerra di Liberazione e per la concreta realizzazione di una società altra e possibile.

Chi semina terrore, repressione e violenza, raccoglie dissenso e rivolta.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!!!

UGO BERGA – Commissario politico 106° Brigata Garibaldi “G. Velino”
FRANCO GIRIBALDI – Partigiano 42° Brigata Garibaldi “Walter Fontan”
MARIO SOLARA – Partigiano 42° Brigata Garibaldi “Walter Fontan”

A.N.P.I. sez. “F. Ferrario – G. Peirolo” Bussoleno-Foresto-Chianocco – Torino
A.N.P.I. sez. “68 Martiri” Grugliasco – Torino
A.N.P.I. sez. “G. Perotti – A. Appendino” Nizza-Lingotto – Torino
A.N.P.I. sez. Sant’Ambrogio di Torino – Torino
A.N.P.I. sez. “M. Jannon” Condove-Caprie – Torino
A.N.P.I. sez. “Brigata Ismene” Malo – Vicenza
A.N.P.I. sez. “Baroni-Franchetti-Ballario-Rolando” V Circoscrizione – Torino
A.N.P.I. sez. “Renato Biagetti” Roma

RENZO OLIVA – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
PAOLO LUCENTI – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
MATTEO ZUCCALA’ – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
FRANCESCO ZUCCALA’ – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
MAURA ROBBA – A.N.P.I. sez. Avigliana – Torino
MAURIZIO PICCIONE – A.N.P.I. sez. Vaie-Sant’Antonino – Torino
ELENA MASONI – A.N.P.I. sez. Vaie-Sant’Antonino – Torino
ROBERTO BORRI – A.N.P.I. sez. Martinetto – Torino
FABRIZIO PEROTTINO – A.N.P.I. sez. Martinetto – Torino
FRANCESCO MARTOCCIA – A.N.P.I. sez. Martinetto – Torino
ANNA ROBERTI – A.N.P.I. sez. Martinetto – Torino
GIULIA RICCI – A.N.P.I. sez. Nichelino – Torino
ILARIA MARDOCCO – A.N.P.I. sez. Nichelino – Torino
PAOLO MAGNANO – A.N.P.I. sez. Leinì – Torino
LORETTA DELUCA – A.N.P.I. sez. Leinì – Torino
LUCA BARDINO – A.N.P.I. sez. Nole – Torino
FEDERICA BARDINO – A.N.P.I. sez. Nole – Torino
FRANCESCO GENNACARO – A.N.P.I. sez. Nole – Torino
ALMA PESCE – A.N.P.I. sez. Nole – Torino

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20140127 – L’ANPI contro la violenza, l’autoritarismo e l’ingerenza strumentale dei partiti. Sempre a fianco di chi lotta per la Costituzione!

Posted by anpinizzalingotto su 27 gennaio 2014

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L’A.N.P.I. ha il dovere di schierarsi:

  • contro la violenza, ma ciò non significa confondere aggressori e aggrediti, e soprattutto non significa cadere nella trappola della solidarietà strumentale agli aggressori e alla loro corte;
  • contro la militarizzazione del territorio della Val Susa e i metodi autoritari, violenti e intimidatori impiegati dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine per reprimere il legittimo dissenso dei valsusini, mediante la sospensione della democrazia e dei diritti sanciti nella Costituzione;
  • contro le scelte e le posizioni autoritarie e violente di chi sostiene la repressione dei movimenti antifascisti in lotta per i diritti civili e sociali, definendoli “eversivi” e “terroristi”, per proseguire a garantire privilegi e profitti ai potenti. Ci opporremo sempre a tutti coloro che – spesso appartenenti al PD – vorrebbero trasformare l’A.N.P.I. in una costola del loro partito, strumentalizzando l’A.N.P.I. per poter legittimare davanti all’opinione pubblica le scelte autoritarie e incostituzionali del proprio partito.

Non tollereremo più alcuna ingerenza da parte delle forze politiche nei confronti dell’A.N.P.I., men che meno da chi si ostina a definirsi antifascista contraddicendosi sia nelle scelte politiche del proprio partito e sia nel rapporto autoritario e strumentale attuato all’interno della nostra Associazione. Noi dell’A.N.P.I. rinnoviamo l’impegno antifascista e ci schieriamo pubblicamente al fianco di tutti coloro che oggi, al netto di impropri parallelismi e assurdi richiami al terrorismo, lottano con lo spirito della Guerra di Liberazione per la concreta realizzazione di una società altra e possibile.

Direttivo Sezione A.N.P.I. “G. Peirolo – F. Ferrario” Bussoleno – Foresto – Chianocco (TO) Comitato di Sezione A.N.P.I. “G. Perotti MAVM – A. Appendino” di Torino, Nizza Lingotto (TO) Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco (TO)

L’ANPI contro la violenza, l’autoritarismo e l’ingerenza strumentale dei partiti

Sempre a fianco di chi lotta per la Costituzione

Compagne e compagni,

È ormai evidente che l’A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Ente Morale dal 1945, deve resistere non solo dagli attacchi esterni dei suoi nemici storici, ma anche dagli attacchi interni della sua componente conservatrice e governativa. Il rischio consiste nel diventare sempre più ostaggio – cioè strumento – nelle mani di coloro, spesso appartenenti al PD, che vorrebbero criminalizzare e spazzare via chiunque non la pensi come loro, una provocazione inaccettabile, di natura politica-repressiva, che ripropone il modus operandi della dolorosa esperienza storica cui ha posto fine la Resistenza delle donne e degli uomini che nel 1943-1945 scelsero di unirsi ed organizzarsi per lottare e costruire un futuro migliore.

Vogliamo essere chiari e diretti: se alcune forze politiche o loro componenti hanno intenzione di “militarizzare” l’ANPI con i propri soldati della politica, così come altri soldati hanno militarizzato la Val di Susa, sappiano che ci opporremo sempre a tutti coloro che vorrebbero trasformare l’ANPI in una costola della loro forza politica di riferimento, magari strumentalizzando l’ANPI per poter legittimare davanti all’opinione pubblica le scelte autoritarie e incostituzionali del proprio partito.

La misura è ormai colma.

Noi non tollereremo più alcuna ingerenza e alcuna strumentalizzazione, da parte delle forze politiche e a qualunque livello, nei confronti della nostra Associazione, men che meno da chi si ostina a definirsi antifascista contraddicendosi sia nelle scelte politiche del proprio gruppo e sia nel rapporto autoritario e strumentale attuato all’interno della nostra Associazione: per questo motivo muoveremo una battaglia culturale in ogni sede e in ogni contesto contro le scelte e le posizioni di chi sostiene la repressione dei movimenti antifascisti in lotta per i diritti civili e sociali, definendoli “eversivi” e “terroristi”, per proseguire a garantire privilegi e profitti ai potenti.

Il Movimento NO TAV non è né terrorista, né eversivo, queste sono le stesse accuse che hanno subìto alcune compagne e compagni della Sezione ANPI di Bussoleno nell’estate del 2013, un accanimento giudiziario e poliziesco che accusandoli di “eversione” e “terrorismo” ha dato mandato alle forze dell’ordine di sequestrare i loro indumenti con i simboli antifascisti dell’ANPI, inclusi i foulard rossi della 42° Brigata d’Assalto Garibaldi “Walter Fontan”.

Adesso basta! L’ANPI non cadrà nella trappola della “strategia della tensione”, progettata e costruita dai poteri forti, per distruggere ogni alternativa al loro dominio e ogni ostacolo al loro desiderio di profitto.

Possiamo essere ignorati, derisi, controllati, spiati, repressi, emarginati, arrestati, ma i simboli di vita, libertà, giustizia, fratellanza, pace e dignità che portiamo tanto sui foulard dell’ANPI e nella militanza quotidiana – anche nel Movimento NO TAV – non possono essere cancellati: perché i simboli della Resistenza antifascista rappresentano un’idea universale che combina memoria del passato, guida del presente e progetto di futuro.

Questa è la sintesi della nostra Costituzione: uniti nella diversità, verso obiettivi comuni e sulla base di valori imprescindibili.

I mandanti di tale attacco alla libertà personale e associativa stanno tentando di recidere le radici storiche del ribellismo di una vallata che si è sempre opposta ai tanti, troppi colpi del potere costituito contro il suo ecosistema sociale e naturale; una vallata che sa ribellarsi praticando la democrazia diretta, la partecipazione popolare e la lotta nonviolenta; una vallata che si ribella senza contrapporsi alle istituzioni in quanto tali ma includendole nella sua lotta.

Coloro che hanno deciso, eseguito e giustificato questa aggressione hanno voluto colpire un punto di riferimento importante per il territorio e la popolazione, un gruppo di persone che lavora per tramandare e rafforzare il legame ideale e materiale che la Val Susa ha con il proprio passato, uomini e donne che insieme e per gli altri hanno scelto di unirsi, organizzarsi e lottare perché credono che solo ricordando e perpetuando questo legame è possibile costruire un futuro migliore.

Ci ricordiamo di coloro che definivano “ribelli” e “terroristi” i Partigiani e le Partigiane: erano quegli stessi che riempivano le prigioni, le sale di tortura, i campi di concentramento e i forni crematori con gli oppositori politici e le persone ritenute di razza inferiore, cioè chi in quanto diverso era considerato pericoloso e perciò perseguitato per quello che faceva, quello che pensava e quello che era: un nemico, dunque qualcuno da combattere ed eliminare, cancellandolo dalla storia.

Non appartengono al Movimento NO TAV presunti pedinamenti di giornalisti dal dubbio valore civile e morale, o bottiglie con sostanze infiammabili sui pianerottoli di parlamentari che stanno portando la Repubblica alla deriva (economica, civile, morale, istituzionale). È consuetudine ormai addossare ai militanti NO TAV colpe non loro, piuttosto che indagare a fondo sui singoli episodi, riguardanti addirittura persone che tra l’altro, da quanto loro riportato, vivono sotto scorta. Esiste poi una stampa alle dipendenze dei poteri forti che getta continuamente discredito e pratica disinformazione su tutto ciò che riguarda il Movimento NO TAV. Non è forse un caso che l’informazione italiana non sia fra le prime 50 del mondo.

Di certo non si preoccupino i compagni e le compagne della Presidenza del Comitato ANPI Provinciale di Torino: se e quando vedremo terrorismo e atti di terrorismo, li denunceremo così come già facciamo da anni contro la macchina militare, diffamatoria e inquisitoria che si muove contro la Valle di Susa e i suoi abitanti.

Chi sta promuovendo l’attacco agli antifascisti che nell’ANPI non si piegano alle ingerenze del PD? Violento è chi pratica violenza quotidiana servendosi delle istituzioni per fini personali, usando il potere derivante da responsabilità pubbliche, elettive e temporanee per il raggiungimento di interessi privati. I violenti sono coloro che usano la violenza – diretta e indiretta, individuale e strutturata – come sistema di relazioni sociali e politiche, calpestando i diritti di tutti.

I violenti sono gli stessi che, con ruoli istituzionali e a vari livelli, hanno attaccato la Sezione ANPI Nizza Lingotto della IX Circoscrizione di Torino, approvando un vergognoso ordine del giorno di matrice revisionista, reazionaria e antipartigiana; che hanno voluto e conducono la militarizzazione della Val di Susa; che comandano le forze dell’ordine autorizzandole ad aprire il fuoco sui migranti che scappano dalla guerra e dalla povertà; che approvano leggi contrarie alla Costituzione, come ad esempio quelle che hanno consentito la guerra in Afghanistan, in Iraq, in Libia; che decidono i finanziamenti pubblici per le scuole non statali, demolendo il diritto allo studio attraverso la cancellazione progressiva di borse di studio, posti letto per studenti fuori sede, reprimendo i movimenti studenteschi; che compiono la demolizione dei diritti civili e dei lavoratori, che genera precarietà e suscita insicurezza (come l’articolo 18 della Legge 300/70); che continuano la devastazione del paesaggio e la cementificazione, che causano frequenti e disastrose catastrofi ambientali; che pianificano la sistematica subordinazione dei servizi pubblici locali alle logiche del mercato (privatizzazioni, a partire dall’acqua, in aperta violazione della sovranità popolare dei referendum del 12 e 13 giugno 2011); che concedono il riconoscimento da parte della Repubblica ai nazifascisti uccisi sul confine orientale durante la Guerra di Liberazione 1943-1945, definendoli “vittime” e “martiri” con la Legge 92/04; che operano lo stravolgimento dell’articolo 81 della Costituzione, introducendovi l’obbligo del pareggio di bilancio, senza neppure sottoporlo al giudizio sovrano del popolo tramite referendum; che creano i CPT/CIE per immigrati, moderne forme di campi di concentramento dove si viene rinchiusi a causa di ciò che si è anziché per le proprie azioni; che reprimono e criminalizzano ogni lotta sociale e ogni movimento spontaneo di rivendicazione dei diritti e della dignità umana, come i comitati per l’emergenza sfratti e il diritto all’abitare; che impoveriscono la cultura e la formazione dei cittadini, strumento di pace, in favore delle spese militari e dei mezzi di guerra; che svuotano le istituzioni repubblicane del loro ruolo e delle loro funzioni di presidio costituzionale in favore degli interessi delle banche e dei grandi gruppi di potere finanziario; che impongono leggi elettorali aberranti e incostituzionali che falsano la proporzionalità del risultato del voto popolare, utilizzando distorsioni quali l’impedimento ad esprimere preferenze, premi di maggioranza e soglie di sbarramento sempre più alte.

I violenti sono gli stessi che in questi anni – nelle forze politiche di maggioranza e all’opposizione, nei consigli di amministrazione della banche e delle industrie pubbliche e private, nei salotti e nei clubs – stanno portando a termine il progetto piduista di indebolimento e distruzione della Costituzione, ultimo baluardo di difesa contro la deriva autoritaria e la repressione politica organizzata su scala di massa.

I violenti sono gli stessi che vorrebbero trasformare la nostra Repubblica da parlamentare a presidenziale, eseguendo a livello nazionale gli ordini dei finanzieri internazionali (come auspicato dalla J.P. Morgan), attaccando la Costituzione mediante lo svuotamento del suo contenuto e cancellando oltre un secolo di conquiste del movimento dei lavoratori e di lotte popolari contro l’oppressione.

I violenti sono gli stessi che cancellano la democrazia dai luoghi di lavoro con l’esclusione della rappresentanza dei lavoratori costituzionalmente disciplinata, accettando solo quelle organizzazioni sindacali che si piegano all’arroganza e alla prepotenza del potere economico e finanziario, emarginando ancora una volta chi non è concorde e chiede il concreto rispetto della Costituzione.

I violenti sono gli stessi che negano la presenza in Valle Susa delle organizzazioni criminali di stampo mafioso (Bardonecchia primo comune del nord Italia commissariato per mafia nel 1995) e il legame tra queste ed alcune aziende coinvolte nella questione TAV.

È ora di riconoscere la violenza e di porvi fine, organizzando la controffensiva contro quanti vorranno proseguire a garantire i privilegi di pochi ai danni del bene comune, contro quanti continuano a mascherare la lotta per la democrazia e i diritti costituzionali di tanti comitati cittadini dietro le accuse di eversione e terrorismo.

Noi consideriamo eversione e terrorismo affrontare il conflitto sociale – di cui la Costituzione è garante, regolatrice e risolutrice – come una questione di ordine pubblico, per sostituire il dialogo e il confronto con il manganello in casa e la guerra imperialista all’estero; far assurgere il razzismo a principio del proprio agire politico e istituzionale, o sostenere in qualsiasi modo organizzazioni neofasciste come Casapound e Forza Nuova; allontanare sempre più dalla pensione intere generazioni di lavoratori e gettare nella disoccupazione e nella mala-occupazione milioni di persone con la semplice firma di una legge o la non firma di un contratto, schiacciando un pulsante da uno scranno in Parlamento o dalla tastiera di un ufficio di consulenza, determinando macelleria sociale e aizzando la guerra tra poveri.

Non sono forse queste le autentiche eversioni, l’autentico terrorismo, la vera violenza? Non sono forse loro gli eversori e i terroristi, coloro che sono volontariamente colpevoli dell’impoverimento, istupidimento, divisione e sottomissione dei cittadini sempre più preoccupati, confusi e spaventati?

Per queste ragioni, compagne e compagni della Val di Susa, siamo con voi e con il vostro percorso di lotta civile, culturale e nonviolento.

Siamo convinti che quella attuale sia una fase reazionaria in sviluppo costante: il Governo e la maggioranza del Parlamento, con il silenzio del Presidente della Repubblica, si apprestano a irreggimentare e ostacolare il diritto dei cittadini ad organizzarsi in associazioni, movimenti e collettivi di protesta.

Seguirà inevitabilmente l’estensione e l’inasprimento del controllo e della repressione verso tutti i soggetti antifascisti oggi attivi in Italia – movimenti per l’acqua bene comune, movimenti studenteschi e gruppi di lavoratori in lotta, organizzazioni sindacali e di partito che si ispirano ai valori della Resistenza, ong militanti, comitati locali, Movimenti NO TAV, NO MUOS, NO DAL MOLIN, parrocchie, collettivi, centri sociali, associazioni di volontariato, ecc.

Siamo di fronte, già oggi, all’aggressione violenta ad ogni opposizione sociale e alla criminalizzazione di ogni dissenso.

L’ANPI non può sostenere in alcun modo e con nessuna sfumatura queste posizioni, anzi, deve attrezzarsi, aggiornarsi e organizzarsi per contrastarle, nel pieno rispetto dello Statuto nazionale.Nella campagna di mobilitazione in difesa della Resistenza e della Costituzione, è naturale che l’ANPI stringa e rinnovi alleanza con tutti i soggetti antifascisti e in lotta per i diritti costituzionali e sociali, incluso il Movimento NO TAV, come già indicato anche dal Partigiano Don Andrea Gallo.

Perciò, oggi più che mai tutti questi soggetti antifascisti devono lavorare insieme per unire le proprie forze, sia per coordinarsi e acquisire nuova consapevolezza come “continente” e non più “arcipelago”, sia per moltiplicare le esperienze e sia per fornire ai propri militanti una più ampia e profonda interpretazione della realtà dei fatti: realtà oggi nascosta, manipolata e deformata dai mezzi di comunicazione in funzione degli interessi dei mandanti, anziché del popolo sovrano.

Oggi più che mai, è necessario ampliare il fronte di mobilitazione, unica possibilità di aumentare la partecipazione dei cittadini alle lotte esistenti sui nostri territori: è una questione di libertà e di democrazia.

A questo fine, anche all’interno dell’ANPI, dobbiamo sviluppare una “coscienza di rete”, per maturare la militanza antifascista come un percorso di formazione permanente nella lotta: bisogna coinvolgere attivamente più cittadini possibili per riconquistare i diritti perduti in questi anni di restaurazione autoritaria della vita collettiva, fondata sulla trasformazione dei cittadini in sudditi consumatori, silenziosi e inconsapevoli perpetuatori delle logiche del mercato, anche in violazione dei diritti fondamentali degli esseri umani e senza alcuna cura dell’equilibrio naturale dell’ecosistema Terra, a cui il Club di Roma guidato da Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torinese che subì le torture nel famigerato carcere di via Asti, aveva già messo in guardia il mondo nel 1968 con gli studi pubblicati nel libro “I limiti della crescita” e che oggi si stanno inesorabilmente realizzando.

Siamo in emergenza economica, sociale, culturale, ambientale e civile: ogni ambito della nostra esistenza – materiale e spirituale, personale e territoriale, lavorativo e familiare, individuale e collettivo – è attraversato e permeato dalle contraddizioni dell’incertezza e dall’insicurezza: ecco perché il degrado morale e intellettuale dilaga ed è in aumento la diffidenza e l’allontanamento dalla politica e dalle istituzioni.

È tempo di abbandonare ogni ambiguità e reticenza, inaugurando una nuova stagione di lotta antifascista senza collusioni con i portavoce del potere e i responsabili del disastro economico, culturale, sociale e politico in cui versa la Repubblica.

È giunta l’ora di schierarsi e di parteggiare per la libertà, la Costituzione, la democrazia, per riconquistare la sovranità popolare.

La riscossa del nostro popolo sarà possibile solo mediante la scoperta, la difesa e la riappropriazione dei beni comuni, praticando una nuova resistenza nonviolenta che tragga linfa vitale dalla memoria della Guerra di Liberazione dal nazifascismo e dall’impegno militante antifascista nei presidi sui territori e nella comunità che già stanno combattendo.

Noi dell’ANPI rinnoviamo l’impegno antifascista e ci schieriamo pubblicamente al fianco di tutti coloro che oggi, al netto di impropri parallelismi e assurdi richiami, lottano con lo spirito della Guerra di Liberazione per la concreta realizzazione di una società altra e possibile.

Chi semina terrore e violenza, raccoglie dissenso e rivolta.

Abbiamo l’arma più potente dalla nostra parte, la Costituzione antifascista: deve ancora essere attuata, usiamola, rendiamola fatto compiuto; non permettiamo ai comitati d’affari che siedono in Parlamento – e per effetto cascata, nei nostri territori periferici – di portarcela via eseguendo gli ordini di chi vorrebbe il ritorno dell’autoritarismo e della dittatura al potere in tutta l’Europa.

Noi siamo per lottare uniti nel rispetto delle reciproche diversità.

Abbiamo da guadagnarci tutto un mondo.

Fraterni saluti, un abbraccio caloroso!

Nella memoria l’esempio, nella lotta la pratica!

Firmato:

Direttivo Sezione A.N.P.I. “G. Peirolo – F. Ferrario” Bussoleno – Foresto – Chianocco

Comitato di Sezione A.N.P.I. “G. Perotti MAVM – A. Appendino” di Torino, Nizza Lingotto

Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco

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