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A.N.P.I Sez. "G. Perotti – A. Appendino" Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia (Torino)

Archive for the ‘Varie’ Category

8 dicembre 2018 corteo NoTav

Posted by anpinizzalingotto su 23 novembre 2018

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25 Aprile 2018 – Festa della Liberazione

Posted by anpinizzalingotto su 16 aprile 2018

Mercoledì 25 Aprile 2018

Piazza Bengasi ore 10

Corteo della Resistenza

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25 Aprile 2017: LA FESTA DEI RESISTENTI E’ SOLIDARIETÀ CONTRO OGNI OPPRESSIONE

Posted by anpinizzalingotto su 24 aprile 2017

LA FESTA DEI RESISTENTI E’ SOLIDARIETA’ CONTRO OGNI OPPRESSIONE.

Il 25 Aprile è sempre stata e resterà nel cuore di ogni sincero democratico la festa di tutti gli antifascisti.
Se c’è un insegnamento comune che deriva dalla lotta partigiana, è quello del popolo che si solleva e si ribella ad ogni prevaricazione, per decidere da sé i propri destini, conquistando la propria autodeterminazione.
Così fecero i Partigiani italiani, quando disobbedirono al generale britannico Alexander che “ordinava” la cessazione di tutte le azioni militari nel nord della penisola.
I Partigiani dissero no e conquistarono la propria autodeterminazione, cacciando i nazifascisti.
Ebbero ragione.
Non mancarono infatti bombardamenti “disattenti” degli stessi alleati britannici sulle formazioni partigiane in Langa ed altrove.

Ora come allora, la festa di tutti gli antifascisti stringe la propria solidarietà con tutti i popoli che lottano per la propria autodeterminazione, contro le aggressioni dell’imperialismo guerrafondaio e schiavista, del capitalismo e della finanza globale che hanno provato in tutti i modi a cancellare la Costituzione nata dalla lotta della Resistenza, giudicata troppo “socialista”.

Oggi più che mai, sinceri compagni di marcia degli antifascisti sono i popoli che vengono aggrediti dalle guerre imperialiste, che lottano per la propria sacrosanta autodeterminazione: dal popolo palestinese, a quello siriano, a quello curdo, a quello venezuelano, oggetto di tentativi golpisti contro il proprio governo popolare legittimamente eletto, a quello nordcoreano, minacciato nel proprio diritto di autodeterminazione dalla politica aggressiva dell’imperialismo statunitense, ai popoli del Donbass e della Novorossyia, al popolo dell’Ucraina costretto sotto lo stivale di un governo golpista .

Oggi più che mai, compagni di lotta dei resistenti sono i lavoratori che subiscono l’oppressione padronale, la spietatezza delle leggi del lavoro, lo stivale del potere economico.

Questa solidarietà ha origine da un destino comune: anche i popoli europei sono minacciati nella loro autodeterminazione dalle organizzazioni della finanza e del potere economico capitalista internazionale. Questi tentano con ogni mezzo di cancellare i diritti costituzionali. Rinchiudono le aspirazioni dei popoli all’interno di memorandum di austerità e trattati commerciali capestro, conformi ai loro interessi di profitto e speculazione. Promuovono e fanno approvare legislazioni del lavoro schiaviste e conformi al solo interesse dei padroni.

Ci han provato in tutti i modi a spezzare questa solidarietà, anche all’interno della Festa della Resistenza. Si è cercato di sdoganare manifestazioni fasciste proclamate strumentalmente il 25 aprile contro il 25 Aprile, in nome di preteso e mal inteso “diritto a manifestare” volto solo a offendere, svilire e cancellare il significato della Resistenza.

Con il pretesto di dare visibilità ad una formazione che poco ha a che fare con la lotta resistenziale e con l’autodeterminazione dell’Italia, la Brigata Ebraica, i sostenitori del governo israeliano hanno tentato, usando la violenza e la repressione e spostando il piano del discorso dal campo ideologico al campo religioso, di impedire la presenza di delegazioni della comunità palestinese ai cortei.

La sezione ANPI Nizza Lingotto si unirà nel suo corteo del 25 aprile con la compagna palestinese Myassar A’ttyani, dell’ala marxista del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, direttrice culturale del comitato di Nablus dell’unione generale delle donne palestinesi. Diverse volte in prigione per il suo attivismo politico. Myassar A’ttyani ci ricorda che più di 1500 prigionieri politici palestinesi sono oggi al 7° giorno dello sciopero della fame contro le condizioni bestiali nelle quali sono costretti.

Il nostro 25 aprile è innanzi tutto in piena solidarietà con tutti i lavoratori che subiscono licenziamenti, intimidazioni, cassa integrazione, sfruttamento ed ogni altro sopruso padronale.

Facciamo sentire in particolare la nostra solidarietà ai lavoratori licenziati dalla SAFIM, con i lavoratori della logistica, con i SI Cobas, con i lavoratori del Centro Agroalimentare di Torino, dei lavoratori del commercio sottratti alle loro famiglie ormai in ogni giorno festivo, ai cassaintegrati FCA, ai lavoratori della Reggia di Venaria, ai lavoratori di Foodora ed a tutti i lavoratori precari, a tutti coloro che soffrono gli sfratti e sono in emergenza abitativa in ogni quartiere di Torino.

La nostra solidarietà è viva, resistente e popolare, nel nome e nel ricordo dei lavoratori e delle lavoratrici dello Stabilimento ex Riv di via Nizza, che nel nostro quartiere diedero vita alle prime mobilitazioni operaie, agli scioperi ed alla resistenza contro il fascismo ed i suoi complici padronali.

Al corteo del 25 aprile della sezione ANPI Nizza Lingotto questa solidarietà invece si rinnova e si salda con la forza dell’unione popolare: con i popoli offesi e con quelli minacciati, con i lavoratori sfruttati. Con chi non obbedisce ad alcun ordine di sottomissione. Compreso quello del generale Alexander.

Viva il 25 aprile, viva la Resistenza, viva i lavoratori, viva i popoli e l’Umanità che si vuole liberare.

25 Aprile ore 10, Piazza Bengasi, Corteo per la Festa della Resistenza della Sezione ANPI Nizza Lingotto.

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Chiusura sede per pausa estiva

Posted by anpinizzalingotto su 12 luglio 2016

Lunedì 18 Luglio si terrà l’ultimo Comitato di Sezione prima della pausa estiva.

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Le riunioni dell’ANPI Nizza Lingotto riprenderanno a settembre!

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Intervento del Partigiano Paolo Ruffino all’assemblea “Riforma Costituzionale, quanto ne sai?”

Posted by anpinizzalingotto su 25 maggio 2016

Intervento del Partigiano Paolo Ruffino (ANPI Nichelino) all’assemblea “Riforma Costituzionale, quanto ne sai?”

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25 Aprile 2016 – Intervento al cippo Partigiano

Posted by anpinizzalingotto su 3 maggio 2016

640x426-018Care compagne e compagni, negli ultimi anni è in corso un grave attacco da parte dei poteri forti contro le masse popolari. E’ un attacco inedito sia nella durezza che nell’efficacia vista la mancanza di adeguate difese.

Banche internazionali ed agenzie di rating dettano l’agenda delle cosiddette riforme, stravolgendo il senso della Costituzione ed in netto contrasto con i valori della Lotta di Liberazione.

E’ triste notare il fatto di come le istituzioni siano completamente subordinate alle esigenze del mercato e dei poteri economici dominanti. Lo è l’Unione Europea che ha come finalità Costituzionale la stabilità dei prezzi e la competitività economica, lo è la nostra Repubblica con l’adozione del “Pareggio di Bilancio”.

E’ quindi sempre più evidente come, oltre alla repressione del dissenso e del conflitto sociale -dalla val di susa agli sgomberi delle occupazioni abitative – vengano man mano ristretti anche gli spazi di mediazione e rappresentanza democratica.

E’ già successo con la cancellazione delle provincie, lo è oggi con il ritorno all’accentramento del governo cittadino e la riduzione del numero di circoscrizioni, lo sarà domani con la riforma del Senato, togliendo ai cittadini la possibilità di eleggerne i componenti.

Di fronte a noi si apre quindi una nuova battaglia che deve vedere la nostra associazione e tutti i sinceri democratici in prima fila.

640x426-107Molte sezioni ANPI sono già attive con i comitati referendari contro quest’ulteriore stravolgimento della Costituzione da parte del governo Renzi e del Partito Democratico. Ora nel nostro quartiere dobbiamo iniziare a fare la nostra parte.

I referendum sono di per sé un grande strumento di democrazia.
Nella storia del nostro paese sono stati più volte una leva per spostare i rapporti di forza nella società a favore delle classi popolari ma non possiamo pensare che possano essere un espediente per bypassare con uno schiocco di dita il problema della mancanza di incisività delle lotte.

Senza gli adeguati rapporti di forza, i referendum, nella migliore delle ipotesi vengono disattesi, come è successo per l’acqua pubblica, oppure, purtroppo come è successo recentemente, non raggiungono il risultato previsto, creando ulteriore sconforto e delusione.

Nello spirito di coloro che alla caduta del fascismo non rimasero con le mani in mano aspettando l’arrivo degli alleati o chissà chi, occorre quindi mobilitarsi in prima persona, lottare e organizzarsi.

E’ più che mai necessaria questa mobilitazione contro la riforma costituzionale del governo Renzi, ma tocca a noi interpretare questo referendum come un momento di lotta e accumulazione delle forze, affinché la mobilitazione non si fermi all’apposizione di una firma o di una X su una scheda elettorale.

Occorre ancora una volta far nostro l’esempio di quei giovani i cui nomi possiamo leggere su tante lapidi come questa.640x426-124

Perché ancora oggi, per costruire una società più giusta, c’è bisogno di una lotta di Liberazione.

Concludo con le parole di Pietro Secchia:

«NOI sappiamo che sino a quando la Costituzione repubblicana non sarà applicata in tutte le sue parti, non potremo considerare realizzato il programma della Resistenza.
Per questo possiamo ben affermare che la Resistenza continua.
Dietro alla bandiera della Resistenza marciano oggi nuove possenti forze, giovani generazioni che aspirano a conquistare il loro avvenire.
Portiamo avanti, portiamo al successo le bandiere della Resistenza.»

W i Partigiani W il 25 Aprile

Torino, 25 Aprile 2016

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Sulla proiezione di Senzachiederepermesso

Posted by anpinizzalingotto su 18 aprile 2016

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Il successo della proiezione di “SenzaChiederePermesso”, organizzata dalla nostra Sezione in collaborazione con Cinefonie, è stata una piacevole sorpresa. Non potevamo chiedere di meglio, sia in termini di partecipazione che – ancora più importante – in termini di contenuti, visti gli interventi di cittadini, lavoratori e operai che vivono ancora oggi (e forse più di allora) l’oppressione e i ricatti della fabbrica capitalista. Sicuramente, per un quartiere che ha vissuto sulla propria pelle la bruciante sconfitta -organizzativa e ideologica- del movimento operaio, questa serata segna un punto da cui ripartire!

Di seguito l’intervento dell’ANPI Nizza Lingotto:

SENZA CHIEDERE PERMESSO!

Pier Milanese, che si occupa di produzione e post-produzione cinematografica di impegno militante, insieme a Pietro Perotti, memoria storica della classe operaia piemontese, hanno raccolto insieme una serie di materiali visivi sulla lotta di classe nel quartiere di Mirafiori, fuori e dentro la FIAT, tra il luglio del ’69 e l’autunno del 1980.

L’eccezionalità storica e la freschezza del documento è dato dalle immagini filmate dallo stesso Perotti con una cinepresa a mano, oltre ovviamente a quelle della cinematografia militante di quegli anni.

L’inizio, nel luglio 1969, rappresenta un momento in cui, come cantavano le note dei Clash, non bisogna lamentarsi della propria triste condizione e del proprio insoddisfacente lavoro, ma bisogna organizzarsi per cambiare tutto radicalmente!

In questo inizio, la classe operaia italiana è diventato uno dei tanti laboratori rivoluzionari del mondo, in cui si è organizzata per ottenere diritti con una visione ed una lotta così avanzata da far tremare le fondamenta del sistema sociale e legale di oppressione del capitalismo. Si cambiarono le regole del gioco. Il consiglio di fabbrica divenne protagonista di una lotta sindacale che arrivò ad un vero e propio controllo operaio della produzione che veniva conteso al padrone per rivendicare i diritti con azioni e scioperi.

Le immagini riproducono ogni aspetto di questa grande lotta, dalla creatività, alla sua potenza.

La Fiat, in particolare Mirafiori, rappresentava in quegli anni la più grande fabbrica  d’Europa con la più forte concentrazione di operai e di sfruttati. Un ganglio vitale della produzione capitalistica: battagliare qui significava battagliare intorno al cuore del sistema, con la consapevolezza che  senza la pompa del cuore anche il cervello smette di funzionare. Forse anche questa volta fu non tanto la grandezza dei luoghi e della “piazza” – sicuramente rilevante – né la violenza dello scontro (spesso espressa più in potenza che in atto), ma l’incidenza sulla sfera di produzione ad aver dato a chi si mobilita ed organizza una potenza enorme.

Dice il sito carmillaonline: “Una città dormitorio che si risvegliava a se stessa, (da quel sonno che l’Avvocato Agnelli auspicava guardando la città dall’alto e dicendo dei torinesi “lasciateli riposare”) riscoprendo l’orgoglio della classe operaia del primo novecento, del Biennio Rosso, degli scioperi spontanei del ’43 e della lotta antifascista. La storia di quella Torino, operaia e socialista, che aveva contribuito alla formazione del pensiero di Gramsci e della nascita, insieme a Napoli, del Partito Comunista d’Italia”

Tanto fu potente ed efficace quella lotta che le controffensive messe in campo furono altrettanto dure e spietate.

Di questo parla l’ultima parte del docufilm: non fu messa in campo solo la repressione, ma il più subdolo  meccanismo di dividere la classe operaia e gli sfruttati dall’interno.

Nei 37 giorni del 1980 si consumarono i peggiori tradimenti politici e sindacali, quelli per mezzo dei quali  “ l’intera classe dirigente italiana , a partire dalla famiglia Agnelli fino al PCI di Berlinguer, avevano deciso di restaurare l’ordine e il comando sulla classe operaia”. In quel tempo il responsabile fabbriche del PCI era quel Piero Fassino, oggi noto “continuatore” delle politiche di svendita della città, dei diritti e del lavoro dei cittadini.

L’azione reazionaria e calmierante dei tradimenti politici e sindacali poté più della repressione della polizia, delle provocazioni dei fascisti e dell’azienda, con i suoi “guardioni” col capo coperto da un “padellone” ornato d’aquila simil-littoria, sempre abilmente neutralizzati dalla decisione e dalla splendida creatività della lotta.

Lo stabilimento fu tenuto a battesimo dall’ignobile dittatura fascista, a braccetto col senatore Agnelli. Negli anni cinquanta lo stabilimento divenne luogo di umiliazione dei diritti della persona, con i reparti confino per i politicamente scomodi ed i partigiani Con lo stesso spirito partigiano le lotte si risvegliarono contro i nemici che sono sempre andati a braccetto: padroni e fascisti.

Per questo fu necessario il tradimento delle direzioni politiche e sindacali per fornire alle leggi dello sfruttamento quella legittimazione sociale che non hanno, perché gli sfruttati passassero dal pensiero “non abbiamo bisogno dei padroni per produrre ciò di cui abbiamo bisogno” all “abbiamo necessità di lavorare per comprare ciò di cui abbiamo bisogno” e quindi abbiamo bisogno dei padroni.

Nelle immagini compare un Giorgio Benvenuto che dichiarava all’inizio “O molla la Fiat, o molla la Fiat”. Fu il primo a mollare e tradire, con lui le altre direzioni sindacali e i burocrati di un Pci che vedevano oltre al famigerato torinese Fassino anche un Giuliano Ferrara in giacca da gelataio bianco.

Ma l’apice del tentativo di dividere vigliaccamente fu compiuto con il culmine di quella marcia di scarsi 12000 grigi e ignavi capetti: facce silenziose, quadri intermedi con striscioni neri, impiegati grigi e marron, capi, capetti e kapo’ che nascondevano il viso vergognosi. Tra loro gente che mai aveva lavorato. La stampa dei padroni li dipinge come unico corteo dissenziente di trentamila “lavoratori”; erano invece poco più di diecimila. La Repubblica arriva al numero di quarantamila: fu così che una narrativa becera li ha ricordati. La tradizione bugiarda del giornalismo di regime.

Il colpo sulle direzioni traditrici riesce: “Alle 22,30 la segreteria GGIL- CISL – UIL e la FLM vanno <>. Tre ore di corteo di 12.000 capi sembrano valere di più per Lama, Carniti e Benvenuto, di 35 giorni di lotta di100.000 operai e di milioni di lavoratori scesi in piazza al loro fianco in tutta Italia

Persino nelle assemblee i burocrati sindacali falsano il voto sull’accordo, respinto  palesemente dagli operai, ma fintamente dato per approvato a “larga maggioranza”, mentre le mai alzate per il sì erano quelle scarse dei capi, tutti sotto la pensilina.

Il film è importante anche per questo: raccontare la verità contro le bugie che traditori e padroni hanno venduto.

In questo senso, la storia di ieri si collega e ci fa capire la miseria, la disoccupazione ma soprattutto la debolezza di oggi. Un sonno da cui ci si deve un giorno nuovamente risvegliare, in spregio a chi voleva la classe operaia attiva in fabbrica e dormiente nella vita, ed oggi ci vorrebbe ancora pesci presi all’amo.

I corsivi dalla recensione sono di Sandro Moiso, carmillaonline, 19.2.2015

 

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Si è concluso il Congresso provinciale dell’ANPI di Torino

Posted by anpinizzalingotto su 17 marzo 2016

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Si è conclusa la prima fase congressuale dell’ANPI, con il congresso della Sezione ed il congresso Provinciale di Torino.

Parte dei documenti approvati il 30 Gennaio nel nostro Congresso di Sezione sono stati assunti e approvati nel documento Provinciale.

In particolare è stato assunto, nel documento provinciale e come proposta per il Congresso nazionale, il nostro emendamento aggiuntivo contro le politiche economiche di austerità e per la centralità del lavoro e dei diritti sociali contro i poteri del mercato e dell’economia. Oggi il documento provinciale è integrato a pagina 21 dal seguente periodo aggiuntivo:

“In particolare va riaffermato il principio che la centralità del lavoro e dei diritti sociali connesso alla vita dignitosa dei lavoratori non possono essere subordinati ad una politica di austerità e stabilità dei prezzi e di riduzione del costo e dei diritti del lavoro nei soli interessi dei maggiori poteri economici, al fine di non frustrare i principi fondamentali di eguaglianza formale e sostanziale di cui agli art. 2 e 3 Cost nonché il principio di cui all’art. 41 per cui la libera iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale od in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Il risultato non è di poco conto, dal momento che la centralità del lavoro e dei diritti sociali dei cittadini, intesi come prevalenti su qualsiasi interesse privato, consente di dare copertura a tutte le lotte nazionali e del territorio contro il furto dei diritti, per la politiche di emergenza abitativa, contro le grandi opere inutili, per la tutela dei beni comuni nell’interesse della collettività e non dei poteri economici, contro l’emarginazione degli esseri umani, degli immigrati e di chiunque si trovi inghiottito dalle politiche liberticide degli interessi economici privati, per la sicurezza e la dignità del lavoro e dell’ambiente. Per il resto, un nostro rappresentante, siederà nel rinnovato Comitato Provinciale.

Rassegna stampa:

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Concluso il Congresso di Sezione ANPI Nizza Lingotto

Posted by anpinizzalingotto su 5 febbraio 2016

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Sabato 30 Gennaio 2016 si è tenuto il Congresso di Sezione, conclusosi con la nomina del nuovo Comitato direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti.

L’assemblea congressuale ha inoltre approvato all’unanimità la relazione della Commissione Politica.

Il Comitato di Sezione si riunirà Lunedì 8 Febbraio presso la Sede ANPI per nominare, come da Statuto, le cariche di presidente, vice-presidente e tesoriere.

Si ricorda che le riunioni del Comitato di Sezione sono aperte a tutti gli iscritti e i simpatizzanti!

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XVI Congresso ANPI: 30 gennaio 2016 congresso di Sezione

Posted by anpinizzalingotto su 27 dicembre 2015

ANPI_logo

Sabato 30 Gennaio 2016

Ore 14.30

presso la Sede ANPI @ Circolo Dravelli

Str. Praciosa 11, Moncalieri

CONGRESSO DELLA SEZIONE ANPI “G.Perotti MAVM – A. Appendino”

L’ordine dei lavori:

ore 14.30 Accoglienza
ore 15.00 Apertura congresso:

– Insediamento della presidenza
– Elezione delle commissioni di lavoro
– Illustrazione del Documento nazionale
– Saluti degli invitati
– Dibattito tra gli iscritti
– Relazioni delle commissioni
– Votazioni
– Brindisi finale

Il Congresso è chiamato a votare il documento politico congressuale nazionale ed eventuali documenti locali. Il Congresso dovrà inoltre eleggere il nuovo Comitato di Sezione, i delegati per il Congresso Provinciale ed il Collegio dei Revisori dei Conti della Sezione.

Si invitano pertanto tutti gli iscritti a prendere attenta visione dei seguenti documenti:

I documenti sono disponibili in formato cartaceo presso la nostra sede.

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