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A.N.P.I Sez. "G. Perotti – A. Appendino" Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia (Torino)

Archive for giugno 2015

GENOVA 2001 Non è finita

Posted by anpinizzalingotto su 30 giugno 2015

A quasi 14 anni di distanza dai fatti, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per tortura per la mattanza messa in atto dalle forze dell’ordine alla scuola Diaz nella notte tra il 21 e il 22 luglio del 2001, durante il G8 di Genova.

Nel frat­tempo 2 compagn* sono in car­cere dal 2012 e ci rimar­ranno ancora per molto, un paio hanno ottenuto i per­messi lavo­ra­tivi, un altro paio risul­tano scom­parsi e gli altri 4 stanno scon­tando la pena con la con­di­zio­nale.

Un totale di 100 anni di condanne per 10 persone, grazie anche all’articolo 419 “deva­sta­zione e sac­cheggio” che da Genova in avanti verrà usato come clava per i pro­ce­di­menti penali contro i movimenti.

 

Mercoledì 8 Luglio ore 21

@ Circolo Dravelli

GENOVA 2001 Non è finita

Proiezione di “La Trappola” e dibattito con gli avvocati Enzo Pellegrin e Gianluca Vitale

nonefinitabanner

 

“La Trappola” ricostruisce l’uccisione di Carlo e le violenze efferate compiute sul suo corpo, partendo da tutto ciò che deve essere considerato causa e premessa dell’omicidio (decisioni politiche, comportamento irresponsabile e ingiustificato dei reparti delle forze dell’ordine e in particolare dei reparti speciali dei carabinieri, utilizzo della provocazione organizzata da gruppi assolutamente minoritari, i cosiddetti black bloc). E’ una completa documentazione che consiste di fotografie, filmati, registrazioni telefoniche, teche RAI, testimonianze rese durante le udienze dei processi che sono stati celebrati a Genova.

Per approfondire: http://www.10×100.it

Per dimostrare la propria solidarietà: http://buonacausa.org/genovag8?tab=0

 

 

 

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Sosteniamo la lotta del mondo della scuola contro la proposta di Riforma del Governo Renzi!

Posted by anpinizzalingotto su 12 giugno 2015

A seguito dell’incontro con gli “Insegnanti Arrabbiati” del 22/04/15 e della riunione del Comitato di Sezione del 8/6/15 la Sezione ha deciso di inviare la seguente comunicazione al Collegio Docenti di ogni Istituto Statale della nostra Circoscrizione, per sostenere la lotta del mondo della scuola contro la riforma “Buona Scuola” del governo Renzi.

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Sosteniamo la lotta del mondo della scuola contro la proposta di Riforma del Governo Renzi!

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione Nizza Lingotto di Torino, consultatasi con i propri iscritti, docenti, studenti e lavoratori della scuola:

– considera la riforma “Buona Scuola” lesiva dei diritti dei lavoratori e dei principi sanciti dalla Costituzione, nata dalla Resistenza
– appoggia le modalità di lotta messe in campo, compreso il blocco degli scrutini, affinché venga fermato l’iter di approvazione della proposta di legge!

Questa Riforma viola principi fondamentali della Costituzione, anzitutto l’art. 3, secondo cui è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona e la effettiva partecipazione di tutti i lavoratori , tra cui gli insegnanti, alla organizzazione politica, economica e sociale dello Stato. Contrasta con l’art. 36 secondo cui i docenti hanno diritto a una retribuzione adeguata alla qualità e alla quantità del lavoro svolto e tale da garantire una vita libera e dignitosa. Ma anche l’art. 4 secondo cui lo Stato deve rendere effettivo il diritto al lavoro, e l’art. 33 sulla libertà di insegnamento e sul finanziamento agli enti privati. Contrasta con i principi costituzionali a favore dei quali da sempre l’ANPI si batte.

La Riforma, attribuendo al dirigente scolastico “le scelte didattiche e formative e la valorizzazione delle risorse umane e del merito dei docenti”, viola, nei fatti, il principio della libertà di insegnamento tipica della scuola di Stato, ma anche la meritocrazia.

La Riforma conferma i tagli alla scuola pubblica, alle università statali e a centinaia di migliaia di studenti. L’idea di fondo è quella di assoggettare la scuola alle leggi del mercato e dell’efficientismo, come si è fatto per il lavoro, ridotto ad una merce come le altre. Introduce l’ideologia della competizione in un ambito, quello della formazione, che dovrebbe fondarsi su una logica di collaborazione fra i soggetti che in esso operano. Ma i principi ispiratori della  Repubblica non sono basati sull’utilitarismo, bensì sull’accesso gratuito per tutti all’istruzione, sullo sviluppo dei doveri di solidarietà politica economica e sociale, sul potenziamento della libertà individuale e collettiva, sulla partecipazione alle decisioni collettive.

Raccogliamo e rilanciamo l’appello del magistrato Ferdinando Imposimato che invita:

«tutti gli insegnanti a battersi uniti in difesa della scuola pubblica, ma anche agli studenti perché amino e rispettino i loro insegnanti precari e di ruolo e il sacrificio che essi sopportano giorno per giorno. Gli studenti, i lavoratori e i disoccupati devono scendere in campo accanto agli insegnanti in difesa della scuola pubblica gratuita, della dignità dei docenti e contro l’abbandono scolastico. Guai a spezzare questa unità di docenti studenti e lavoratori, ogni rinnovamento si arresta. Dobbiamo ribellarci e dire un no netto alla riforma liberticida del Governo, che intacca le nostre libertà e la nostra democrazia, e chiedere al Governo di riconoscere il posto di lavoro agli insegnanti precari, una categoria benemerita che tanto fa per i nostri studenti, i diritti violati di quota 96, e perché il governo garantisca stipendi adeguati a insegnanti di ruolo e non di ruolo. Dobbiamo pretendere dal Governo che i miliardi assegnati alle grandi opere, che sono spesso inutili tanto da restare incompiute, veri e propri tangentifici e distruttori dell’ambiente, siano invece destinati alla scuola pubblica, che è pilastro della nostra democrazia, e alle migliaia di precari da stabilizzare»

Esprimiamo il nostro appoggio incondizionato a tutte le componenti della scuola, in primo luogo a insegnanti, maestri , maestre ed educatori, che si stanno mobilitando contro il progetto di Riforma della scuola del governo

Torino, 10/06/2015

ANPI Nizza Lingotto di Torino
“G. Perotti MAVM – A. Appendino”

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Nessuno tocchi la stella rossa del Partigiano Giuseppe Prono!

Posted by anpinizzalingotto su 8 giugno 2015

Riportiamo e sottoscriviamo il comunicato dell’ANPI di Chivasso riguardo la polemica sul murales di Montanaro realizzato da Volkswriter e tratto da un disegno di Zerocalcare:

Ci troviamo a segnalare alcuni fatti avvenuti nel comune di Montanaro, fatti che chiamano in causa tutti gli antifascisti, tutti coloro che quotidianamente vigilano per fare in modo che nessuno si permetta di mettere in discussione i valori della Resistenza.

Il 1 maggio a Montanaro, durante le celebrazioni per la liberazione della città, un uomo si è presentato ostentando una felpa in onore della X Mas. Lo stesso personaggio, qualche settimana dopo, in occasione della realizzazione del murales dedicato a Giuseppe Prono, giovane partigiano montanarese, si ripresenta con indosso una maglietta con una celtica.

La cosa che più riteniamo grave è che, durante le celebrazioni, né il sindaco di Montanaro né la locale sez. dell’A.N.P.I. abbiano allontanato tale individuo che, con la sua ignoranza, ha profondamente offeso il paese. Alla nostra indignazione è stato risposto che si trattava di un motociclista del paese. Come se questa categoria avesse il permesso di sfoggiare le maglie più squallide e idiote di questo mondo. Certo è che, motociclista o no, questo personaggio dimostra un’intelligenza al di sotto della media e, come tale, lo invitiamo ad impegnare il suo tempo in altro modo, lasciando perdere le provocazioni, che non siamo più disposti a tollerare. Come non siamo più disposti a tollerare le pressioni di chi è infastidito dalla stella rossa presente nel murales sopra citato e di chi, alludendo alla necessità di pacificare il paese, chiede che venga cancellata.

Il sindaco di Montanaro, quando giustifica la richiesta di cancellazione della stella adducendo di essere il sindaco di tutti i montanaresi, sbaglia. Sbaglia perché non può cedere ai capricci di pochi nostalgici o di persone che, semplicemente, ignorano ciò che avvenne nel proprio territorio 70 anni fa. Non si può cancellare la storia: il partigiano Giuseppe Prono apparteneva alla Brigata Garibaldi, da qui la stella rossa, ed e’ morto per essa e per la nostra libertà. La maggior parte dei cittadini montanaresi apprezzano e condividono questo bellissimo omaggio ad un loro concittadino, e vogliono che rimanga così com’è: monito di speranza in un futuro migliore per le giovani generazioni. Non dimentichiamo che, quegli stessi cittadini, il 12 dicembre 2009 riempirono le piazze del paese contro il tentativo, da parte dell’amministrazione comunale di allora, di intitolare una via del paese al fascista Giorgio Almirante.

Sez. A.N.P.I. Boris Bradac Chivasso

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