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A.N.P.I Sez. "G. Perotti – A. Appendino" Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia (Torino)

20141115 – Documento approvato dall’Assemblea di Sezione

Posted by anpinizzalingotto su 25 novembre 2014

Documento politico programmatico approvato dall’Assemblea di Sezione del 15-11-2014

(PDF)

Il presente documento nasce a fronte di una verifica sulla natura dell’attacco ai diritti sanciti dalla Costituzione, sul lavoro svolto dalla Sezione e con l’intento di rilanciare la nostra attività da qui al prossimo congresso.

Gli impegni e i vincoli prioritari che come militante dell’ANPI siamo chiamati ad attuare e tradurre in realtà sono ben specificati nell’Art. 2 dello Statuto della nostra Associazione:

  1. Battersi affinché i principi informatori della Guerra di Liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni;

  1. Concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli;

  1. Dare aiuto e appoggio a tutti quelli che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.


Uno dei valori cardine della Resistenza è il principio di eguaglianza, maturato durante secoli di sfruttamento delle classi subalterne ed in modo particolare durante il ventennio fascista e la guerra. Esso sancisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E pertanto inderogabile compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, che, limitano di fatto la libertà è l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Con questo spirito è opportuno leggere e ricercare il significato degli articoli della Costituzione. Per questo motivo furono posti limiti e tutele provando ad appianare le differenze sociali e tutelare la parte debole nel rapporto con il più forte.

Con lo scoppiare e l’acuirsi della crisi economica, malattia senile del capitalismo occidentale definita crisi di sovrapproduzione, le classi che detengono il potere economico e finanziario, vedendo sempre più assottigliarsi il proprio profitto, iniziano a mettere in campo una serie di attacchi ai vincoli della Costituzione, svuotandola del significato dei valori cardini della Resistenza, per riportare l’ago della bilancia nettamente a loro favore. Conseguentemente seguono privatizzazioni di beni della collettività in favore dei monopolisti, austerità, riduzione degli investimenti nei beni pubblici dettati dal cosiddetto “pareggio di bilancio” e come se non bastasse, ampliamento delle spese militari ed interventi in scenari di guerra imperialista in quanto, un modello economico basato sull’espansione continua (PIL, indici Borsa, consumi ecc..) deve, per autoalimentarsi, trovare sbocco in nuovi mercati, anche al costo di crearli a tavolino (distruzione-ricostruzione/gestione delle emergenze/grandi opere inutili).

Alle prese con la sovrapproduzione il capitale industriale non si limita a ridurre gli investimenti ma limita la produzione, ferma in tutto o in parte gli impianti espellendo forza lavoro. Il risvolto politico è dato dal “jobs act”, insieme all’eliminazione dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori; provvedimenti che porteranno alla dequalificazione ed al demansionamento del lavoratore, all’aumento della repressione ed infine, alla libertà di licenziamento.

Dalla FIAT alle aziende della logistica, caporalato e guardie di ogni genere, sottopongono il lavoratore a continui ricatti e violenze psicologiche, degne eredi delle pratiche del regime fascista.

Riteniamo quindi fondamentale volgere il nostro sguardo, nell’individuazione delle cause della crisi e della natura dell’attacco ai diritti costituzionali, all’analisi dei rapporti di proprietà e del modello di produzione oggi in essere.

A fronte dell’impegno profuso in questi anni ed a fronte di quanto poco sopra scritto crediamo opportuno rimarcare alcuni punti programmatici utili a guidare il nostro lavoro futuro:

  • L’autonomia dell’ANPI, innanzitutto da ogni partito, come condizione irrinunciabile;

  • Approfondimento, con apposite iniziative di formazione, del dibattito sul rapporto tra antifascismo e anticapitalismo.

  • Lotta contro ogni forma di revisionismo e di cancellazione o equiparazione della Storia che ha portato alla sconfitta del fascismo e alla nascita della nostra Repubblica.

  • Difesa intransigente della Costituzione nata dalla Resistenza e piena attuazione dei principi costituzionali, con particolare impegno verso le seguenti tematiche:

  • il diritto all’istruzione, gratuita e laica in contrapposizione all’attuale sistema scolastico classista;

  • il diritto al lavoro, non come sfruttamento ma come attività che concorra al progresso della società;

  • informazione libera e indipendente;

  • il diritto all’abitare;

  • il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli;

  • la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività;

  • la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione;

  • difesa del diritto del lavoratore a riunirsi in sindacato, fattore essenziale e costitutivo della democrazia repubblicana;

  • l’accoglienza dei migranti e la tutela dello straniero richiedente asilo

  • Antifascismo militante attraverso un impegno costante che vada oltre la semplice condanna di simboli, azioni o manifestazioni perpetrate da gruppi di nostalgici, che sappia identificare, denunciare e combattere ogni “moderna” manifestazione di fascismo da parte del potere politico ed economico con manifestazioni di violenza e prevaricazione nonché privazione, come sopra evidenziato, dei diritti di partecipazione democratica alle decisioni che implicano la vita delle persone. Uno stato di fatto che tutt’oggi si ripresenta con manifestazioni autoritarie, quali la cancellazione o lo stravolgimento dei valori fondanti e dei principi basilari della nostra Costituzione.

  • Solidarietà e condivisione delle lotte dei movimenti, in attuazione dei principi costituzionali (NO TAV, NO MUOS, Acqua Pubblica…) comunità di donne e di uomini, di associazioni e movimenti convinti che il futuro non stia nelle grandi opere, ma nella cura e nella salvaguardia del territorio. Consci che la salute di tutti valga più del profitto di alcuni, che le risorse vadano impiegate a vantaggio della collettività nella sua interezza a partire dalle fasce più deboli, e non per alimentare un sistema finanziario autoreferenziale e distruttivo. Consapevoli che le popolazioni vadano coinvolte nelle scelte che le riguardano e non considerate destinatarie passive di decisioni inutili e dannose prese altrove, che il territorio debba essere compreso, tutelato e mantenuto in quanto risorsa vitale del popolo stesso e non depredato e sfruttato da una cementificazione selvaggia.

A tal proposito riteniamo importante il lavoro del Controsservatorio Valsusa ed il pronunciamento del Tribunale permanente dei popoli che giudicando ammissibile l’esposto presentato dal movimento No Tav ha deciso di aprire un procedimento perché “..sempre più chiaramente si evidenziano nei paesi “centrali” situazioni che mettono in discussione e in pericolo l’effettività e il senso delle consultazioni e la pari dignità di tutte le varie componenti delle popolazioni interessate. Il caso del Tav in Valsusa è stato ritenuto esemplare e rappresentativo dei meccanismi di espropriazione dei diritti di partecipazione della stessa democrazia sostanziale..”.

«L’ANPI non finirà con la morte dell’ultimo Partigiano: ecco perché ha richiamato alla militanza le generazioni successive, inclusa la nostra. Perché “essere partigiani” non è un titolo, è una scelta di vita, stare dalla parte degli oppressi e dei resistenti. Ecco perché siamo tutti partigiani, se lo vogliamo. Ogni tempo ha il suo fascismo, ha scritto Primo Levi, anche per questo ogni tempo ha i suoi partigiani.»

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Torino, 15 Novembre 2014

L’Assemblea di Sezione

ANPI “G. Perotti MAVM – A. Appendino”

Nizza Lingotto

 

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